Che l’Etna fosse un territorio molto adatto per la produzione di grandi vini di montagna è opinione largamente diffusa ormai da anni. Che i vini del vulcano riuscissero a primeggiare al confronto con i più blasonati vini d’alta quota dell’arco alpino o di paesi particolarmente vocati come la Germania è una prospettiva sulla quale, fino a poco tempo fa, non molti avrebbero scommesso.
Una prospettiva divenuta realtà, come dimostrano i risultati del 18esimo Concorso internazionale dei Vini di Montagna tenutosi in Val d’Aosta ai primi di Luglio che ha premiato la Sicilia (seconda regione italiana nel medagliere con 14 riconoscimenti) e i vini dell’Etna, portati al successo dalla storica cantina della famiglia Nicosia. A Cantine Nicosia è andata una delle tre medaglie d’oro siciliane con l’Etna Bianco 2009, seguita da un’altrettanto prestigiosa medaglia d’argento per il Fondo Filara Etna Rosso del 2008.
A Trecastagni, sede storica dell’azienda sulle pendici orientali del vulcano, è grande la soddisfazione e l’emozione per le medaglie conquistate alla competizione enologica mondiale organizzata dal Cervim (Centro di Ricerche, Studi e Valorizzazione per la Viticoltura di Montagna) e patrocinata dall’Oiv (Organisation Internationale de la Vigne et du Vin).
«Questo è un concorso a cui crediamo molto – sono le parole a caldo della giovane enologa Maria Carella – e crediamo molto nella valorizzazione del territorio montano, poiché tanta è la fatica ed elevati i costi rispetto alla viticoltura tradizionale, ma unici sono i prodotti che si ottengono. Tutti i produttori di vini “estremi” vanno premiati perchè mantengono vive preziose tradizioni e contribuiscono a valorizzare dal punto di vista economico e paesaggistico territori che altrimenti sarebbero abbandonati a se stessi».
Soddisfacente anche il punteggio ottenuto da altri vini presentati dalla cantina, che si sono piazzati tutti nella fascia dell’argento ma non sono andati a medaglia poiché questo anno il Cervim ha deciso di adottare il restrittivo sistema di valutazione dell’Oiv che premia solo il 30% dei classificati.