Era già al suo secondo mandato ma, evidentemente, il progetto che ha proposto è piaciuto all’assemblea dei soci che, ancora una volta, gli ha dimostrato fiducia e sostegno. Camillo Privitera è stato riconfermato per la terza volta presidente della sezione siciliana dell’Associazione Italiana Sommelier.
Privitera ha 49 anni e dal 1989 è sommelier professionista. Dalla sua enoteca di Acireale, in provincia di Catania, risponde con serenità: “è un segno che il lavoro svolto fino ad oggi è andato nella giusta direzione ed è stato apprezzato”. E i numeri gli danno ragione. Basti pensare che, dal 2000 ad oggi, i sommelier Ais sono passati da 25 a 500.
Sul piatto un programma che in quattro anni vedrà l’associazione in prima linea sia per l’organizzazione di iniziative per la promozione del vino soprattutto all’estero che per la didattica. “Stiamo puntando sulla collaborazione con la WorldWide Sommelier Association che ha sedi in tutto il mondo”, spiega l’esperto a SiciliaInformazioni, “una partnership che può essere proficua sia per l’Ais che per la promozione e la valorizzazione dei prodotti siciliani fuori dai confini nazionali”.
Tra i punti di forza Privitera ricorda: “Molti grandi sommelier si sono formati in Sicilia e poi sono stati chiamati all’estero, e noi abbiamo pensato di utilizzare questi contatti per favorire lo sviluppo dell’enogastronomia siciliana in tutto il mondo”.
Per questo il presidente crede che sia fondamentale rafforzare il settore della didattica. “Abbiamo già contribuito all’organizzazione nel 2010 di un corso per guide enoturistiche assieme all’Istituto regionale Vite e Vino”, precisa, “e per i prossimi anni intendiamo organizzare momenti di approfondimento, seminari e corsi specifici per accrescere la professionalità dei sommelier e favorire il loro ingresso nel mondo del lavoro”.
Secondo Privitera, infatti, la figura del sommelier è sempre più richiesta nei grandi ristoranti e negli alberghi più blasonati. “I professionisti che intendiamo formare sono sommelier esperti di vino e che conoscano bene anche i prodotti tipici”, spiega, “spesso nei ristoranti alcuni prodotti di nicchia mancano perché manca una figura che li conosca bene e li sappia valorizzare”. “Il vino”, dice, “è solo un locomotore che spinge poi il territorio e i suoi prodotti”.
In cantiere c’è anche una guida siciliana dei vini e dei territori e un giornale on-line. “Una delle cose in cui ci sono ancora spazi di crescita importanti è la comunicazione, che va costruita con l’aiuto di professionisti”, afferma, “infatti se noi guardiamo ai protagonisti del mondo del vino siciliano, le aziende che hanno avuto più successo nel mercato sono quelle che hanno investito maggiormente nella comunicazione”.
Prossimo appuntamento con l’Ais, oltre ai passaggi istituzionali e alla prossima elezione dei vertici a livello nazionale, sarà a ottobre a Catania per la rassegna Enopolis, anche se l’Ais sarà presente alle rassegne estive in tutta la Sicilia. “Abbiamo ricevuto richieste per l’organizzazione di eventi da parte delle amminsitrazioni locali”, conclude Privitera, “anche per questo tra gli obiettivi principali del progetto che abbiamo presentato c’è la creazione di una rete capillare di delegati provinciali e referenti comunali che ci permetterà di rispondere in maniera più efficace alle esigenze del territorio”.