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La banda larga che non c'è. La Sicilia maglia nera, e-Servizi finisce nel mirino dei lealisti

di Salvatore D'Anna
16 febbraio 2010 16:43
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Le autostrade della Rete sono lì, pronte per essere attraversate a tutta velocità. Il pianeta freme, i governi si organizzano, investono sul business del terzo millennio. Eppure in Italia siamo indietro. La Sicilia, poi, è ancora all'anno zero o quasi. Se alcune amministrazioni locali stanno investendo sul wi-fi, sulla banda larga nell'Isola siamo fermi al palo. La gente ne sa poco o niente. Troppo alti i costi. In Italia ci vorrebbero almeno 12 miliardi di euro, una cifra colossale, solo per raggiungere la parte meno onerosa della popolazione, quella che vive nelle città. Perché più ci si allontana dai centri urbani, più i costi per allacciare abitazioni ed imprese alla rete sale. Costo che finora ha impedito dei seri investimenti su Internet nel nostro Paese, che ancora viaggia, nella maggior parte dei casi, con il vecchio cavo di rame.

 

Nemmeno il colosso Telecom si è finora seriamente mosso, nonostante l'Autorità delle comunicazioni prema sull'azienda perché costruisca una rete di nuova generazione in banda larga. L'impressione è che il vero business nei media sia ancora legato al vecchio, alla carta stampata e alle televisioni, al cinema e alle manifestazioni culturali. Nonostante la tv sta declinando se stessa nella novità dei canali digitali terrestri e satellitari, queste tecnologie restano lontane distanze siderali dalle possibilità che offre la banda larga in termini di immediatezza e velocità di trasmissione dei dati. Risorse pubbliche disperse in mille rivoli. Rimane un miraggio la promessa del governo italiano degli 800 milioni in sussidi stanziati per i prossimi cinque anni. Non è stata ancora assegnata nemmeno la prima tranche.

 

E in Sicilia? Luci ed ombre. Si parte dalla coda. Nella classifica della diffusione della banda larga, la nostra regione occupa i posti più bassi d'Italia. Nell'Isola c'è una partecipata che dovrebbe occuparsi della digitalizzazione, in primo luogo nella pubblica amministrazione. Si tratta della Sicilia e-Servizi S.p.A., società che ha il compito di realizzare e gestire tutte le soluzioni ICT della Regione siciliana. Nel sito della società si legge “la missione di Sicilia e-Servizi S.p.A. È la realizzazione della Società dell'Informazione attraverso lo svolgimento delle attività informatiche di competenza delle amministrazioni regionali, la gestione della Piattaforma Telematica Integrata e l'integrazione in quest'ultima di tutte le nuove componenti info-telematiche prodotte”. Partecipata al 51% da Palazzo d'Orleans e nata nel 2005, è da oggi nell'occhio del ciclone. La società vede al suo interno la presenza di un socio privato con competenze industriali e tecnologiche, e proprio su questo il Pdl ha presentato un'interrogazione all'Ars. Il socio privato, il consorzio tra la multinazionale Accenture e la Engineering, è accusato di ritardare il trasferimento di conoscenze e personale alla spa, continuando così a prestare, dietro il pagamento di laute parcelle, i collaboratori esterni. In più il blocco di assunzioni nelle partecipate imposto dalla Regione non permette di infoltire il personale, che conta su dodici dipendenti, cinque dei quali dirigenti. Sulla e-Servizi c'è poi l'ombra del conflitto di interessi, perché l'amministratore delegato, Giuseppe Sajeva, è dipendente della stessa Engineering. L'ira del Pdl si abbatte anche sul presidente della Regione Raffaele Lombardo, accusato dagli avversari di avere posizionato alcuni suoi uomini nel cda della società.

 

Sulla digitalizzazione la Regione ha capito che deve accelerare i tempi. Proprio ieri Lombardo ha incontrato a Palermo il presidente di Telecom Italia, Gabriele Galateri di Genola per esaminare le possibili soluzioni per completare la copertura delle aree non ancora raggiunte dalla banda larga in Sicilia e procedere a una rapida digitalizzazione della pubblica amministrazione e della Regione. I dati ufficiali forniti da Telecom sono rassicuranti. Grazie anche alla collaborazione tra la Regione e Telecom Italia, nel periodo compreso tra il 2006 e il 2009, la copertura della banda larga è aumentata su rete fissa dell'8%, attestandosi al 98,7% della popolazione, e del 14% su rete mobile, raggiungendo così l'82% della popolazione. Numeri di un certo rilievo, ma che vanno confrontati con la realtà, che dice di intere zone della Sicilia dove si utilizza il vecchio cavo del telefono. Manca, insomma, l'allacciatura alle abitazioni. Immaginate un'autostrada senza svincoli. Praticamente inutile. Non esistono, nè da parte della Regione, nè da parte dello Stato, incentivi alla banda larga, nè connessione gratuita.

 

Nelle prossime settimane si insedierà un tavolo per comprendere quali sono esattamente le esigenze della Sicilia e per definire le tappe dell'intervento tecnico. In quella occasione, si individuerà una località siciliana dove realizzare, in forma sperimentale, il progetto denominato Città digitale, che Telecom Italia intende portare avanti. Staremo a vedere se si tratta di un vero cambiamento di rotta.

© Riproduzione riservata
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Anonimo 18 febbraio 2010   19:04

Lomabardo parla, parla e non fa nulla.

 

Fase di confronto che stupidaggine.

Regione Siciliana operatore di Banda Larga? Ma chi ti ha detto questa bestialità? Dove hai letto questa notizia ?

Ho il sospetto che tu non ne capisca nulla e parli solo per sentito dire

Presumo che ASI ed ESA non siano nè i consorzi industriali nè l'ente di sviluppo agricolo ma altro.

Nel caso di altro non capisco cosa ci azzeccano i satelliti con le problematiche GRAVi che ha la Regione ha.

Nessuna regione in Italia ha risolto il problema parlando con loro ma solo procedendo in proprio. Informati.

 

Il digital divide è un altro problema ma anche su questo ho il sospetto che tu non abbia idea di cosa significhi.

Leggiti il Piano Romani o il rapporto Caio e poi ti puoi avventurare in questi discorsi.

 

Quello che dici ha l'impronta di un commerciale che di tecnico non capisce nulla

 

Ho fatto una verifica su google e l'unica cosa evidenziata è che le persone "capaci" sono tutti degli attivisti politici dell'MPA.

Ho trovato anche una chicca su YOUTUBE (un incredibile discorso su una lampadina) che fa sbellicare dalle risa.

Bello tale impegno e l'attivismo ma io parlo di professionalità non di autoreferenziazioni

Anonimo 18 febbraio 2010   08:00
L'utente ha risposto al commento anonimo del 18 febbraio 2010. Visualizza »

 

C'è' voluto di tempo per scoperchiare Sicilia e Servizi.

Tutto vero quanto riportato nell'interrogazione parlamentare e meno male che è il PDL ha voluto vederci chiaro.

 

La gestione e la manipolazione politica ad opera del duo Lombardo/Pistorio è una vergogna.

Ma il socio pubblico (Regione) come tutela gl'interessi della P.A.?

Facendo nulla anzi è il motore principale di questo scandalo perchè vorrei ricordare che a parte la presenza , tra l'altro inconsistente, dell'attivista MPA Emanuele Spampinato come presidente del CdA, Lombardo ha posizionato - in rappresentanza della Regione - il suo capo di gabinetto Scimemi ed il cugino dell?assessore Michele Cimino e dirigente generale Rino Giglione.

 

Cosa fanno? Come intervengono su questo scempio? Hanno interessi a non fare nulla?

 

Ma poi che senso ha spendere centinaia di milioni di euro in software stratosferici se poi non esiste una rete regionale capace?

 

Nessuno si è mai chiesto perchè Lombardo è stato così frenetico a liquidare Sicilia e Innovazione che, oltre a controllare le attività di Sicilia e Servizi, stava realiizando la rete a banda larga della Regione.?

Perchè Lombardo ha abbandonato oltre 20 milioni di euro di cavi in fibra ottica già realizzati ma inutilizzati perchè sempre Lombardo, nella sua folle frenesia, ha fermato tutto?

 

Mi fa ridere Lombardo che parla con Telecom di banda larga quando non sa nemmeno di cosa si tratta e che parla di sviluupo quando è stato lui stesso a bloccare tutto.

 

Non è che qualche operatore telefonico privato, vicino a Lombardo, non vedeva di buon occhio che la Regione avesse una sua rete senza pagare decine di milioni di euro l'anno per affittare le linee da questo operatore?

 

A parte le interrogazioni parlamentari,ma la CORTE DEI CONTI - tirata oggi in ballo nell'articolo di Repubblica come garante dellaliceità dei comportamenti di Sicilia e Servizi -cosa fa?

Non è DANNO ERARIALE fermare un investimento in corso di esecuzione solo perchè iniziato da una amministrazione differente?

 

LOMBARDO SEI UN BLUFF E DOVRESTI DIMETTERTI!

NON E' GIUSTO TRATTARE LA NOSTRA REGIOENCOME UN TUO FEUDO PERSONALE DOVE FARE QUELLO CHE VUOI.

Sicuramente l'autore del post mostra conoscenza approfondita della questione, ma omette che l'operazione Regione Sicilia Operatore a Banda Larga era un'operazione assurda, che avrebbe comportato costi di gestione non suportabili e che si basava su previsioni di risparmio dei costi di connettività che non stavano nè in cielo nè in terra... Lombardo ha fatto bene a bloccare quello scempio e ad avviare una nuova fase di confronto con gli operatori del mercato (infatti parla con Telecom, con Vodafone, Fastweb, con l'ASI, l'ESA, ecc. e come si vede non c'è un operatore "vicino" al Presidente, ci sono gli operatori... tutti) e con il governo nazionale per affrontare in modo serio il problema del digital divide.

Per quanto riguarda l'inconsistenza delle persone chiamate da Lombardo alla e-Servizi, parlano curriculum e le cose fatte sul campo con l'impegno e l'attivismo non comune nella nostra terra (per i curiosi basta digitare nome e cognome su google e leggere di cosa e di chi stiamo parlando).

Anonimo 17 febbraio 2010   08:32

Un esame di coscenza su come vengono investite le risorse è indispensabile.

Le Università sfornano troppi professori,giuristi,filosofi ecc unico sbocco dipendenti pubblici sottopagati,

ridondanti ,addestrati dai colleghi  più anziani a non migliorarsi per non farsi considerare obsoleti.

I migliori emigrano al Nord,in Europa ,negli Stati Uniti

Una società con 5 dirigenti è inutile se non ci sono truppe motivate e competenti( la scelta clientelare è ancorfa dominante).

Anonimo 17 febbraio 2010   00:20

 

C'è' voluto di tempo per scoperchiare Sicilia e Servizi.

Tutto vero quanto riportato nell'interrogazione parlamentare e meno male che è il PDL ha voluto vederci chiaro.

 

La gestione e la manipolazione politica ad opera del duo Lombardo/Pistorio è una vergogna.

Ma il socio pubblico (Regione) come tutela gl'interessi della P.A.?

Facendo nulla anzi è il motore principale di questo scandalo perchè vorrei ricordare che a parte la presenza , tra l'altro inconsistente, dell'attivista MPA Emanuele Spampinato come presidente del CdA, Lombardo ha posizionato - in rappresentanza della Regione - il suo capo di gabinetto Scimemi ed il cugino dell?assessore Michele Cimino e dirigente generale Rino Giglione.

 

Cosa fanno? Come intervengono su questo scempio? Hanno interessi a non fare nulla?

 

Ma poi che senso ha spendere centinaia di milioni di euro in software stratosferici se poi non esiste una rete regionale capace?

 

Nessuno si è mai chiesto perchè Lombardo è stato così frenetico a liquidare Sicilia e Innovazione che, oltre a controllare le attività di Sicilia e Servizi, stava realiizando la rete a banda larga della Regione.?

Perchè Lombardo ha abbandonato oltre 20 milioni di euro di cavi in fibra ottica già realizzati ma inutilizzati perchè sempre Lombardo, nella sua folle frenesia, ha fermato tutto?

 

Mi fa ridere Lombardo che parla con Telecom di banda larga quando non sa nemmeno di cosa si tratta e che parla di sviluupo quando è stato lui stesso a bloccare tutto.

 

Non è che qualche operatore telefonico privato, vicino a Lombardo, non vedeva di buon occhio che la Regione avesse una sua rete senza pagare decine di milioni di euro l'anno per affittare le linee da questo operatore?

 

A parte le interrogazioni parlamentari,ma la CORTE DEI CONTI - tirata oggi in ballo nell'articolo di Repubblica come garante dellaliceità dei comportamenti di Sicilia e Servizi -cosa fa?

Non è DANNO ERARIALE fermare un investimento in corso di esecuzione solo perchè iniziato da una amministrazione differente?

 

LOMBARDO SEI UN BLUFF E DOVRESTI DIMETTERTI!

NON E' GIUSTO TRATTARE LA NOSTRA REGIOENCOME UN TUO FEUDO PERSONALE DOVE FARE QUELLO CHE VUOI.

Anonimo 16 febbraio 2010   23:33

il CLN engineering e' sempre presente...

se non ci fossero loro, l'informatica non esisterebbe.

 

Anonimo 16 febbraio 2010   23:07

Sicuramente con il presidente Spampinato, il vice Scimemi e i giovani dipendenti (Dirigenti??) Di Stefano(già gabinnettista all'Assessorato al Lavoro nel 2° Governo Lombardo!!) e Nicolosi, attivisti dell'MPA, la società si appresta ad apportare notevoli vantaggi (Al consiglio di amministrazione...) ai siciliani che ancora aspettano la banda larga e soprattutto ai sistemi informatici della Regione Siciliana.

Stranamente poi, il blocco delle assunzioni, sarebbe stato decretato dopo l'assunzione (per chiamata diretta???!!!) dei due giovani attivisti dell'MPA...un pò dopo le ultime elezioni regionali. Guardate bene il sito della società Sicilia E servizi, vedrete sempre in primo piano il fotogenico Di Stefano immortalato nelle varie foto, nei vari momenti solenni, specialmente in occasione delle mostre e fiere pagate fior di quattrini dalla Regione che sponsorizza manifaestazioni a Milano...e io pago!!!!!!!!

Anonimo 16 febbraio 2010   21:16

 Se le strade e le autostrade fisiche sono importanti, le "autostrade dell'informazione" sono assolutamente essenziali per lo sviluppo di ogni persona e della società, insieme alla alfabetizzazione informatica a tappeto. 

 

Non a caso si parla ormai della "economia della conoscenza" e i fondi PON-MIUR; PON MISE; 7° Prgramma Quadro e una parte dei POR sono riservati alla innovazione e alla sviluppo delle conoscenze informatiche e digitali. 

 

Questo è un settore su cui dobbiamo essere tutti compatti senza distinzione alcuna di partito politico. Anzi suggerisco a tutti i nostri amici di non votare quei politici che non si impegnano a fondo in questa battaglia. 

 

Enzo Coniglio

konics000@gmail.com

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