L'ufficio di presidenza del Popolo della Liberta' ha deferito al collegio dei probiviri del partito il vicecapogruppo alla Camera Italo Bocchino, il vicepresidente della commissione Antimafia Fabio Granata e Carmelo Briguglio, mentre le posizioni di Fini sono incompatibili coi principi ispiratori del Pdl. Lo si legge nella bozza di documento finale dell'ufficio di presidenza A fronte dell''assoluta incompatibilita'' di Fini, si legge ancora nella bozza, viene meno la fiducia del Pdl nei confronti del ruolo di garanzia di Presidente della Camera. L'ufficio di presidenza condivide il deferimento ai probiviri Bocchino, Granata e di Carmelo Briguglio. Il documento e' approvato con i voti contrari di Ronchi, Urso e Viespoli.
"Allo stato viene meno la fiducia nei confronti del ruolo di garanzia del presidente della Camera" indicato dalla maggioranza uscita vittoriosa dalle elezioni. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi leggendo il passaggio finale del documento approvato dall'ufficio di presidenza del Pdl riunito oggi a palazzo Grazioli. L'ufficio di presidenza inoltre considera "le posizioni dell'onorevole Fini assolutamente incompatibili con i principi ispiratori del Popolo della Liberta', con gli impegni assunti con gli elettori e con l'attivita' politica del Popolo della Liberta'". Il premier ha ricordato che il documento, lungo 6 pagine, e' stato approvato con 33 voti favorevoli e 3 contrari.
Il Popolo della Liberta' dice "no al gioco al massacro". Lo afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che incontra i giornalisti dopo l'ufficio di presidenza del partito e sottolinea che "i nostri elettori non tollerano piu' che nei confronti del governo vi sia un atteggiamento di opposizione permanente, spesso oggettivamente in sintonia con posizioni e temi della sinistra e delle altre forze contrarie alla maggioranza, condotto per di piu' da uno dei vertici delle istituzioni di garanzia".
Per il premier, che legge il testo del documento finale, "i nostri elettori non sono piu' disposti ad accettare una forma di dissenso all'interno del partito che si manifesta nella forma di una vera e propria opposizione, con tanto di struttura organizzativa, tesseramento e iniziative, prefigurando gia' l'esistenza sul territorio e in Parlamento di un vero e proprio partito nel partito, pronto addirittura a dar vita ad una nuova aggregazione politica alternativa al Pdl".
Nessun rischio per governo e maggioranza dallo strappo con Fini. Noi siamo stati responsabili, il dissenso e' suo, ribadisce Berlusconi. Berlusconi ha parlato al termine dell'ufficio di presidenza del Pdl che ha votato l'incompatibilita' di Fini con il partito. Non possiamo pagare il prezzo, troppo alto, di mostrarci un partito diviso, ha continuato Berlusconi che sul passo indietro di Fini da presidente della Camera sollecita a 'lasciare l'iniziativa ai membri del Parlamento'.
"Mai prima d'ora e' avvenuto che il presidente della Camera assumesse un ruolo politico cosi' pronunciato perfino nella polemica di partito e nell'attualita' contingente, rinunciando ad un tempo alla propria imparzialita' istituzionale e ad un minimo di ragionevoli rapporti di solidarieta' con il proprio partito e con la maggioranza che lo ha designato alla carica che ricopre". E' un passaggio del documento dell'ufficio di presidenza del Popolo della Liberta' richiamato dal premier Silvio Berlusconi durante una breve conferenza stampa seguita all'ufficio di presidenza tenutosi a palazzo Grazioli. Il documento, di 6 pagine votato da 33 membri dell'ufficio prosegue spiegando che "questo atteggiamento di opposizione sistematica al nostro partito e nei confronti del governo che nulla hanno a che vedere con un dissenso che legittimamente puo' essere esercitato all'interno del partito, ha gia' creato gravi conseguenze sull'orientamento dell'opinione pubblica e soprattutto dei nostri elettori, sempre piu' sconcertati per un atteggiamento che mina alla base gli sforzi positivi messi in atto per amalgamare le diverse tradizioni politiche che si riconoscono nel Popolo della Liberta'". "Si milita nello stesso partito -prosegue il documento- quando si avverte il vincolo della comune appartenenza e della solidarieta' tra i consociati".
"Le posizioni dell'onorevole Fini si sono manifestate sempre di piu' non con un legittimo dissenso bensi' come uno stillicidio di distinguo o contrarieta' nei confronti del programma di governo sottoscritto con gli elettori e votato dalle Camere, come una critica demolitoria alle decisioni prese dal partito, peraltro note e condivise da tutti, e infine come un attacco sistematico diretto al ruolo e alla figura del presidente del Consiglio". E' quanto si legge a pagina 2 del documento approvato dall'ufficio di presidenza del Pdl oggi a palazzo Grazioli. Si contesta inoltre al presidente della Camera e ad alcuni parlamentari a lui vicini il fatto di avere "costantamente formulato orientamenti e perfino proposte di legge su temi qualificanti come la cittadinanza breve e il voto agli extracomunitari che confliggono apertamente con il programma che la maggioranza ha sottoscritto solennemente con gli elettori".
"Le cronache giornalistiche testimoniano la distanza crescente tra le posizioni del Pdl, quelle di Fini e dei suoi sostenitori, sebbene tra questi non siano mancati coloro che hanno lavorato per riportare il tutto nell'alveo di una corretta e fisiologica dialettica politica". E' quanto si legge nel documento approvato dall'ufficio di presidenza del Pdl dove, tra l'altro, si denuncia che su alcuni temi come la legge elettorale "vi e' stata un'apertura inaspettata a tesi che contrastano con le costanti posizioni tenute da sempre dal centrodestra e dallo stesso Fini". Inoltre, si imputa al co-fondatore di avere "impropriamente utilizzato per alimentare polemiche interne il tema della legalita', per il quale e' innegabile il successo del governo e della maggioranza in temi di contrasto alla mafia e alla criminalita' e di riduzione dell'immigrazione clandestina".
"Tutto cio' e' tanto piu' grave considerando il ruolo istituzionale ricoperto da Fini, un ruolo -prosegue il documento- che e' sempre stato ispirato nella storia della nostra Repubblica ad equilibrio e moderazione nei pronunciamenti di carattere politico, pur senza rinunciare alla propria appartenenza politica".
L'Ufficio di presidenza ricorda inoltre che "l'unico breve periodo in cui Fini ha rivendicato nei fatti un ruolo super partes e' stato durante la campagna elettorale per le regionali al fine di giustificare l'assenza di un suo sostegno ai candidati del Popolo della Liberta'". Viene sottolineato inoltre che "la condivisione di principi comuni e il vincolo di solidarieta' con i propri colleghi di partito sono fondamenti imprescindibili dell'appartenza ad una forza politica. Partecipare attivamente e pubblicamente al gioco al massacro che vorrebbe consegnare agli organi di stampa, ai nostri avversari e a qualche Procura della Repubblica i tempi, i modi e perfino i contenuti della definizione degli organigrammi di partito e la composizione degli organi istituzionali e' incompatibile con la storia dei moderati e dei liberali italiani che si riconoscono nel Pdl".
"Abbiamo ritenuto che fosse arrivato il momento, non piu' derogabile, di fare chiarezza". Cosi' il premier Silvio Berlusconi nella conferenza stampa convocata al parlamentino di palazzo Grazioli, al termine dell'Ufficio di presidenza del Pdl. Terminato di leggere alcuni passaggi del documento approvato dall'Ufficio di presidenza, il presidente del Consiglio risponde ad alcune domande dei cronisti. A chi gli chiede se il documento, in qualche modo, possa essere una sollecitazione al presidente della Camera per il suo incarico, il Cavaliere replica: "riteniamo sia logico lasciare ai membri del Parlamento di assumere iniziative al riguardo". "Ma -assicura Berlusconi- il governo non e' a rischio, abbiamo la maggioranza nel paese e il premier e' al 60% del gradimento".
"C'e' una netta posizione dell'ufficio di presidenza nei confronti di Gianfranco Fini. Il documento e' dedicato proprio a lui, chiama in causa il presidente della Camera". Lo ha detto Fabrizio Cicchitto presidente dei deputati del Pdl alla Camera parlando con i giornalisti in Transatlantico.
La rottura di Silvio Berlusconi con Gianfranco Fini irrompe nel consueto brindisi di fine stagione del gruppo Pd alla Camera e trasforma una riunione conviviale in un appuntamento poltiico ad alta tensione. Il segretario Pierluigi Bersani con il capogruppo Dario Franceschini e i deputati a fare corona studiano la strategia ad horas. Primo obiettivo disinnescare la 'delegittimazione' del presidente della Camera.
Bersani ha gia' detto di voler un chiarimento politico in Aula alla Camera con Berlusconi. Domani mattina la richiesta del Pd sara' formalizzata in Aula. Se Berluscon i decidesse di ignorarla, il Pd e' pronto a bloccare l'Aula fino a Ferragosto discutendo dei decreti calendarizzati, i cui tempi non sono contingentati.
"Fanno processi agli innocenti. Singolare tribunale che mette sotto accusa gli innocenti". Cosi' il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, commenta con i cronisti il deferimento, deciso dall'ufficio di presidenza del Pdl, degli esponenti finiani Italo Bocchino, Fabio Granata e Carmelo Briguglio. ''Questa e' una crisi. Berlusconi venga in Parlamento'', ha dichiarato Bersani. "Il Presidente del Consiglio non dispone della Presidenza della Camera come fosse una sua proprieta'. Un'altra volta si tratta di rispettare la Costituzione: noi non abbiamo votato Fini, ma dal momento in cui e' stato eletto e' il Presidente di tutta la Camera, anche dell'opposizione". Lo afferma Dario Franceschini, presidente dei deputati Pd.
"Non me l'aspettavo, ma lo sospettavo che sarebbe andata a finire cosi' tra Berlusconi e Fini... Conoscendo il personaggio, sapevo che non sarebbero andati d'accordo". Tra i primi ad arrivare per la festa organizzata dal ministro Gianfranco Rotondi in occasione dei suoi 50 anni e dei 7 anni della casa editrice 'Balena Bianca' c'e' anche donna Assunta Almirante. La vedova dell'ex leader del Msi, risponde cosi' all'ADNKRONOS che gli chiede se si aspettava che finisse cosi' con il 'divorzio', il rapporto tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini nel Pdl.
I finiani preparano le contromosse. Secondo quanto si apprende da fonti della maggioranza, se dovessero scattare le sanzioni e la censura politica nei confronti di alcuni uomini vicini al presidente della Camera, i fedelissimi di Fini sarebbero pronti a costituire un gruppo parlamentare autonomo formato per ora da una trentina di deputati, di cui 20, tutti quelli del Comitato nazionale di 'Generazione Italia', hanno gia' sottoscritto oggi l'atto di nascita.
Ma il numero degli aderenti potrebbe essere destinato a crescere, perche' potrebbero aderire altri finiani doc, come Giulia Bongiorno, Donato Lamorte e Roberto Menia. Allo stato, non c'e' nulla di ufficiale, ma l'operazione e' partita. Ogni decisione e' rimessa nelle mani di Fini. Dopo aver visto i suoi, Bocchino e' andato dal presidente della Camera per fare il punto della manovra in vista del voto di fiducia. Un'iniziativa analoga e' stata promossa in queste ore a palazzo Madama dal senatore Giuseppe Valditara e coinvolgerebbe una decina di parlamentari.
Lealta' e fedelta' al governo, anche se ci dovessere essere strappi all'interno del Pdl. Questa sarebbe la posizione di Gianfranco Fini, secondo quanto riferito da chi ha avuto modo di incontrarlo in queste ore. Nessun cambio di linea, dunque, avrebbe detto il presidente della Camera ai parlamentari a lui vicini, sottolineando che mai verra' tradito il programma presentato agli elettori. Se dovesse scattare la 'censura politica' nei confronti di alcuni finiani e nascesse un eventuale gruppo parlamentare autonomo, sarebbe stato il ragionamento dell'ex leader di An, questo nuova formazione non farebbe mai venir meno il suo leale sostegno all'esecutivo.
Censura per Fini, sanzioni per alcuni finiani: e' quanto conterrebbe il documento preparato in vista dell'ufficio di presidenza del Pdl. Il documento e' stato messo in un vertice tra Berlusconi e i coordinatori La Russa, Verdini e Bondi, i capigruppo di Senato e Camera Gasparri e Cicchitto, il ministro Alfano, il parlamentare e legale Ghedini e il vicepresidente dei senatori Quagliariello che ha sottolineato: nell'ufficio di presidenza si parlera' di politica, non di atti amministrativi.
"La guerra dei numeri e' sempre, fra gli atti ultimi di una separazione quello piu' increscioso e umiliante. Perche' in genere si sfrutta come gesto di minaccia verso l'altra parte alla quale si promette di voler fare 'molto male' una volta sbattuta la porta. In realta' si ignora deliberatamente che in una separazione entrambe le parti si fanno del male. E ciascuna confida di farne di piu' all'altra per appagare un meschino spirito di vendetta". Lo afferma Osvaldo Napoli, vicecapogruppo del Pdl alla Camera. "Quanti saranno i finiani -aggiunge- e' problema che riguarda i finiani, non riguarda piu' il Pdl ne' il Paese. Al Paese interessa sapere se la maggioranza scelta con un vasto consenso nell'aprile 2008 e' ancora in condizione di governare e di fare le riforme per le quali e' stata votata. Per i finiani c'e' un solo dovere: essere pronti, da qui ai prossimi mesi, a spiegare agli italiani perche' non hanno mantenuto gli impegni solennemente presi due anni fa. Tutto il resto sono chiacchiere".
"Il documento votato nell'ufficio di presidenza del Pdl mi sembra un errore politico, mi auguro che non pregiudichi pero' il dialogo e il confronto". Lo dice ai cronisti Pasquale Viespoli, sottosegretario al lavoro, lasciando via del Plebiscito dopo l'ufficio di presidenza del Pdl convocato a palazzo Grazioli. "Mi sembrano -rimarca Viespoli- un gesto e una scelta non 'berlusconiana', perche' lui e' tale per questa volonta' di ricucire, non di rompere. Ma -conclude Viespoli- mi auguro ci siano spazi per il dialogo". In questo senso Viespoli elogia il discorso di intervento di Giorgia Meloni che ha invitato a prendere tempo".
..continua..accenno infine solo brevemente per non ancora gravemente tediare ,ad alcune forme di leggi ad personam evidentemente prodotte o proposte per sfuggire alle patrie galere:legittimo impedimento,legittima suspicione,processo breve,depenalizzazione o meglio riduzione delle pene per il reato di falso in bilancio,riduzione dei termini di prescrizione ,legge sulle intercettazioni,lodi alfani vari e variopinti,vari provvedimenti restrittivi sull'ativita' dei PM e sui collegi giudicanti con previsione di vasta gamma di incompatibilita' .Io pensavo che ad un imprenditore onesto premessero piu' che altro la velocizzazione del processo civile,la semplificazione normativa e la creazione di zone a permesso zero.(solo di recente se ne sente parlare),gli interventi sul mercato del lavoro.
Riguardo ai successi nella lotta alla mafia ,ebbene non bisogna farsi delle pie illusioni .L'opera di Maroni e' meritoria,ma adesso la mafia e' nei colletti bianchi,diffusa nel mondo imprenditoriale e finanziario.VEngono presi i mafiosi del pizzo o del controllo territoriale.MA la mafia ormai si e' globalizzata,ha cambiato veste.E si mimetizza in mezzo ai vari Dell'Utri ( 7 anni in appello per concorso esterno in associazione mafiosa,tra i principali,se non il primo dei fondatori e ideatori di forza Italia),chiedendo e fornendo appoggi in vari affari dagli orizzonti molto piu' vasti.
Riguardo al cancro,fra tre anni ne riparliamo :sara' sconfitto certamente.
Insomma ,caro Svevo,Le chiederei di rispondere e interpretare ,se lo vorra' e se riterra' ,puntualmente anche a una sola delle precedenti osservazioni fattuali, e critiche interpretazioni .La invito a tener sempre presente che il sottoscritto ,come tanti altri cittadini,non odia affatto Berlusconi e la destra.Ritengo sinceramente che un popolo che ha scelto i suoi governanti deve essere rispettato nelle scelte elettorali senza ribaltoni.Ma una condizione e' necessaria :cosi' come io,cittadino,non posso e non devo esimermi dal pagare e dal render conto per una semplice multa per parcheggio in doppia fila o attraversamento col semaforo rosso,allo stesso modo desidererei un presidente del consiglio in gamba (ricordiamo che anche Gesu' evangelicamente nella parabola lodo' l'amministratore disonesto per la sua furbizia nel crearsi tante amicizie ) che non abbia paura di dimostrare la sua eventuale estraneita' a fatti delittuosi corruttivi -concussivi-fiscalmente evasivi partecipando a testa alta e con adeguata difesa ai processi importanti in corso (in atto tre se non erro Mills-Mediaset-Mediatrade) senza fuggire in preda a mania di persecuzione da toga rossa.Se lo facesse penso che tantissimi italiani cambierebbero idea e probabilmente lo apprezzerebbero davvero per questo istinto semplificatore ,che invece attualmente rivolge con insofferenza verso i piu' elementari principi e le istituzioni democratiche del paese.
Cordiali saluti
Le rinnovo il mio Grazie per la pazienza e l'attenzione dimostrata
Mario Guglielmino -palermo
..approfittando sempre della Sua pazienza e della cortese attenzione degli altri colleghi commentatori,alcune parole vanno spese legittimamente per il conflitto di interessi del capo del governo Berlusconi in quanto azionista Fininvest-Mediaset.
La situazione e' talmente lapalissiana e omeopaticamente infiltrata che ,come il cielo azzurro,nessun italiano piu' la considera anomala,in barba a qualsiasi anticorpo democratico.In nessun posto al mondo il capo del governo puo' vantare di fatto il controllo diretto e indiretto su ben 5 reti televisive a diffusione nazionale con relative truppe ideologizzate e aizzate secondo i canoni del liberismo antistatalista di giornalisti assoldati o sodali a far fare a tutti "la fine di BOFFO",(v dizionario liberale dell'amore Feltri-Stracquadanio ).Questo e' un punto impossibile da sconfessare.Per di piu' i giornalisti di destra sono chiaramente meno bravi di quelli di "sinistra" o meglio dei giornalisti " del buon senso civico " ( a meno che non si voglia affermare che persino L'Avvenire sia un giornale di sinistra ).Sono piu' atti al velinismo d'impostura e fallace,piuttosto che alle notizie supportate da faldoni di intercettazioni inconfutabili (anche se purtroppo spesso non utilizzabili,e tra poco anche ex lege ,destruende) .Alcune performance del governo chiaramente ispirate dall'établishment Fininvest-Mediaset sono foriere di preclaro conflitto di interessi,e interessi di esclusivo profitto per il nostro capo del governo -imprenditore,che cosi' sfrutta una posizione chiaramente dir dominante e' poco sul mercato e contravvenendo in cio' ad una delle fondamentali leggi dello stesso :la libera concorrenza.Pare poco ? Qualche esempio non dolga:come si giustifica nel 2007 l'aumento decretato dal governo sull'IVA ,portata dal 10 al 20 % sui servizi PAY tv satellitari ? Con cio' il principale interessato colpiva il principale concorrente sul mercato e preparava il campo di fatto a un massiccio ingresso di Mediaset Premium (tra l'altro con relativi incentivi statali per l'acquisto del decoder,eccetto essere poi condannati alla restituzione dalla UE ) nell'altro ramo alternativo,quello del digitale , ambito digitale da cui con abile legislazione europea Sky fu per tempo esclusa ,salvo recentissima sentenza riabilitante tacciata guarda caso da Fininvest (e ministro italiano Frattini )come sconcertante,nonostante questa preveda il semplice utilizzo GRATUITO delle frequenze da parte dei telespettatori.
Si veda anche sentenza del Trib Europeo nella causa T-177/07 nella quale si condanna MEdiaset per violazione della concorrenza.
Per la controversa e connivente (da parte della sinistra colpevole di non aver approvato, grazie a D'Alemiana nonchalance e bon ton ) situazione italiana basti consultare la legge 488 art 27 comma 9 del 23 12 99 (regalo di NAtale !) con la quale le frequenze che MEdiaset utilizza ,pur essendo di proprieta' dello Stato,dapprima per grazia una tantum di "monetina "Craxi quindi per intercessione del Babbo D'ALema (il principale pseudo oppositore berlusconico) sono tassate con soltanto LEGGASI BENE l 1 % (UNO PER CENTO !!! ) del fatturato di Mediaset.Quando Berlusconi si riferisce quindi alla pressione fiscale non puo',non puo',non puo' riferirsi certamente a quella che TARTASSA con ben.. l' uno per cento il proprio fatturato televisivo.DA cio' si puo' arguire che tale delibera favorisce inopinatamente ( ahi..a saperlo prima) l'imprenditore eccellente Berlusconi,offrendogli sul piatto d'argento le gallina con le uova d'oro.E che dire di rete 4 ,formidabilmente galleggiante ,viva e vegeta ,grazie ai continui escamotage tratti fuori dal cilindro dei vari ministri destrorsi ,non ultimo Gasparri ,con la sua legge che neutralizza l'effetto berlusconiamente e Fedelmente venefico della MAmmi'.Con questi canoni e' ovvio che anch'io (il sottoscritto )diventerei il principale contribuente nazionale.Offriamo allora a Marchionne uno sgravio del cuneo fiscale portandolo all'UNO per cento:rimarrebbe in Italia o andrebbe ancora in america o in SERBIA O In Polonia?io credo di no.Ed ecco spiegato anche come un governo possa favorire di gran lunga il lavoro (che comunque c'e' ) e una particolare attivita' imprenditoriale.Solo un piccolo particolare :Berlusconi la applica a se stesso ,come dice coloritamente un commentatore precedente "si e' autodeliberato ".
..ancora un ultimo commento a tra poco..
..errata corrige.. refuso ..leggasi :la destra ha governato quasi ininterrottamente in questi 16 anni ,e nei 20 appena trascorsi la sinistra ha avuto, nei brevi periodi di GOVERNO,appena il tempo di correggere( sul serio )i conti pubblici (i posteri diranno se fu cosa buona) permettendo l'ingresso in Europa,portando l'inflazione da due cifre decimali a livelli sotto 3.Adesso ovviamente abbiamo di nuovo sforato,ma in questo,oggettivamente,la responsabilita' non e' certo solo italiana...
continuo ..per concludere l'aspetto finaziario economico nel contesto europeo ,le sottopongo semplicemente il dato degli spread sul bund tedesco offerti dai titoli italiani e spagnoli.L'Italia offre sui titoli del debito pubblico un premio di circa 130 punti base(quasi 1,3 per cento in piu',e ,dato importante per sondare il sentiment all'estero riguardo all'economia del nostro paese , la Spagna offre soltanto 28 punti base in piu' rispetto all'Italia !!! cioe' appena lo 0,2 0,3 % !!!!come appare chiaro quindi ,l'Italia non offre poi chissa 'quali garanzie di stabilita' e di crescita(debole,frammentaria ,squilibrata).Possiamo dare tutte le rassicuarzioni del caso pero' a mio avviso un conto e' la propaganda un conto la situazione e le reali prospettive della finanza e dell'economia.(Si badi che la destra governa non a caso il paese da 16 anni sui 20 appena trascorsi )
..continuo con il problema del conflitto di interessi del Capo del governo Berlusconi..
Come crede, volenteri attendo le sue argomentazioni, anche se non condivido già la sua impostazione sull'imbonitore Berlusconi, perchè urta milioni di italiani, suoi e miei connazionali, che lo votano e lo condividono. Naturalmente rispetterò le sue opinioni, ma le dirò le mie altrettanto liberamente.
Cordialità
Svevo
Gentmo Svevo,prima di tutto grazie per la Sua cortese attenzione e attesa.In vita ,lo sappiamo,non possiamo soltanto "commentare" ma anche "operare" pour vivre.Bene,ho soltanto un po' rivangato alcuni dati che le sottoporro' perche' Lei,la prego, possa a Sua volta dare un parere e una lettura ,una interpretazione per un gradito e gradevole spero confronto.Riprendo intanto una delle Sue prime argomentazioni pro governo e pro Berlusconi :cioe' che noi dovremmo essere molto confortati dal parere positivo che la stessa UE da' alla manovra italiana per la correzione del debito pubblico e del deficit pubblico.In merito a cio' ,a mio avviso ,la UE non ha certamente torto,e' ovvio il fatto che i tagli porteranno a una riduzione di deficit e debito.Ma il problema e' questo:la UE ,mi sa,bada al "quantum" e non al " come ".Cioe' ,nella tempesta finanziaria l'UE da' importanza prima di tutto alle cifre,ai numeri per la solidita' prima finanziaria ,qindi economica ,e solo in un secondo momento alla sostanza e agli uomini che stanno dietro ai numeri.LA cosiddetta "ripresa"come gia' le accennavo in precedente intervento,in Italia e' stimolata prima di tutto dalle maggiori esportazioni favorite da un euro debole contro dollaro( 1,30 adesso,con picchi inferiori ,anche di 1,22/1,25 nei mesi peggiori della crisi, contro 1,45 del periodo precrisi.)VEda i dati di Confindustria e dell'Istat,e di Bankitalia sulla ripresa delle attivita' produttive per regione e nel dettaglio. I consumi e i redditi italiani sono invece ancora in grave depressione,nonostante i tassi sui i mutui ancora eccezionalmente bassi,la disoccupazione media nazionale ai massimi ,circa il 9 % ,con picchi addirittura del 25 /40 per cento al sud,specialmente se guardiamo alle fasce piu' giovani.Lei mi dira' tuttavia che in Spagna e addirittura in Francia i dati sulla disoccupazione sono i medesimi o addirittura peggiori,e ci troviamo alla pari o quasi con la Germania. E' vero.MA la differenza vera allora e' nelle prospettive di crescita.Per l'Italia la crescita PIL e' prevista intorno a valori che danzano non certo brillantemente intorno all'unita' (1 per cento),e quando aggiungiamo o sottraiamo decimali Tremonti vorrebbe trasmetterci i brividi per l'emozione.Lei ,da liberale,sostiene che un governo nazionale non puo' e forse non deve avere ruoli in tutto questo,ne' quindi responsabilita',scaricando implicitamente tutto sulla classe imprenditoriale e sui lacciuoli e freni della legislazione sul lavoro (e sui sindacati colpevoli di essere ipergarantisti nei confronti del lavoratore ) priva di flessibilita' .Io invece sostengo di si,il governo ha e deve avere responsabilita' e molte .Innanzitutto per la funzione e il ruolo che la stessa Costituzione italiana assegna alla tematica del lavoro e tramite questo ,allo sviluppo e alla piena realizzazione della persona e della famiglia,all'utilita' e al fine sociale dell'impresa .Quindi per il ruolo e la funzione che la stessa Costituzione assegna al governo e ai ministri(v articoli relativi ) .Poi perche' proprio a cominciare dagli ambiti che lei stesso indica (la contrattazione ,il mondo sindacale,la formazione ,la ricerca,la politica dei redditi ,la tassazione , etc ) il governo (..e il PArlamento,se non ne e' spogliato di fatto con il ricorso a continue fiducie) hanno le loro prerogative riguardo alla regolamentazione ,alla dialettica tra le parti ,all'adozione di provvedimenti di stimolo e di programmazione per la crescita nell'equita' (che non e' egualitarismo ,per carita' ma nemmeno stipendi e premi stellari per gli AD e da fame per gli operai che comunque costruiscono dalla base la ricchezza delle aziende ,delle imprese) .La prego di non ridurre tutto questo alla favola di Robin Hood che ruba ai ricchi per dare ai poveri.IO sono certo di sinistra ma non appartengo a Democrazia Proletaria(..non c' e' piu', e nemmeno il comunismo vero..ne' in Cina,ne' in Russia ,ne' a Cuba..Rimane solo in Corea del Nord....con buona pace di Berlusconi,che tra l'altro e' visceralmente amico di Putin ).Questi divari,forbici,sono certo ineliminabili e connaturati all'homo oeconomicus ,come Lei ben dice ,ma converra' ,spero ,nel giudicare che in molti casi il troppo stroppia.Ricordera' tra l'altro che la recentissima crisi ha avuto origine proprio da un mercato iper liberale,deregolato reaganianamente ,privo dei necessari controlli,gonfiato proprio dalla corsa folle dei vari super AD al gonfiaggio delle quotazioni dell proprie aziende onde ottenere remunerazioni e premi personali stratosferici.LA bolla e' poi scoppiata,come era prevedibile.
....pardon ...devo sospendere qualche minuto ..continuo tra breve.....
Gentile Svevo
in questa cortese singolar tenzone e' giusto preparare bene una risposta,anche perche' ,mi permetta ,cogliendo il suo distinto e intelligenmte modo di porre argomenti,questioni,obiezioni,Lei fa sorgere in me il misterioso e focale interrogativo : come e' riuscito quell'astuto imbonitore di Berlusconi a far passare nella mente degli italiani tutta questa positivita' riguardo alla sua immagine e al suo operato ?
LE rispondero' a breve..
Cordialmente
Come crede, volenteri attendo le sue argomentazioni, anche se non condivido già la sua impostazione sull'imbonitore Berlusconi, perchè urta milioni di italiani, suoi e miei connazionali, che lo votano e lo condividono. Naturalmente rispetterò le sue opinioni, ma le dirò le mie altrettanto liberamente.
Cordialità
Svevo
Veda signor Guglielmino, il Presidente Obama è andato a trovare Marchionne in suolo americano esaltando la sua capacità imprenditoriale, ben consapevole che la logica della produzione industriale non può e non deve essere quella delle clientele e del sindacalismo politicizzato com'è stato in Italia da decenni, deformando il modello di sviluppo. Qui da noi un posto di precario diventa automaticamente il diritto a passare di ruolo e garantirsi una pensione, mentre invece dovrebbe stimolare ad intraprendere nuovi percorsi badando bene alla preparazione, alla formazione e alla competizione sul libero mercato del lavoro. Per questo, nella fase storica in cui viviamo, occorrono sempre più imprenditori come Silvio Berlusconi impegnati nella politica, e non professionisti politicanti che hanno passato tutta la loro esistenza all'ombra dei palazzi con lauti stipendi. Con questa solfa del conflitto di interessi non si va da nessuna parte, si recita solo il copione della propaganda di sinistra che non ha argomentazioni, come dimostrano i fatti.
A cosa pensa lei quando parla di guida "forte e autorevole" dello Stato ? Pensa a qualche rivoluzione italiana o conosce qualcuno che possa garantirla più di quanto faccia il governo Berlusconi? Ci illumini, dica pure, faccia qualche esempio. Quanto ai processi, guardi che Berlusconi ne ha affrontati tantissimi e tutti finiti con assoluzione, magari quando avrà concluso la sua esperienza di governo e senza la caciara forcaiola attorno.
Le grandi riforme che stanno cambiando il volto dell'Italia, sia pure nel bel mezzo di una crisi economica globale, sono merito del governo Berlusconi, non sono cose astratte: il Federalismo, l'Università, la Sanità, la Giustizia.
Cerchiamo di stare coi piedi per terra.
Cordialità
Svevo
Gentile Svevo
in questa cortese singolar tenzone e' giusto preparare bene una risposta,anche perche' ,mi permetta ,cogliendo il suo distinto e intelligenmte modo di porre argomenti,questioni,obiezioni,Lei fa sorgere in me il misterioso e focale interrogativo : come e' riuscito quell'astuto imbonitore di Berlusconi a far passare nella mente degli italiani tutta questa positivita' riguardo alla sua immagine e al suo operato ?
LE rispondero' a breve..
Cordialmente
gent.le Svevo,mi spiace ma non concordo,valga per prima cosa il riferimento alla lotta all'evasione*Le pare lo scudo fiscale con rientro dei capitali tassati solo al 5 per cento una misura di lotta all'evasione o non piuttosto un incentivo per le prossime occasioni di frodare il fisco ?le sembrano cosa seria i ripetuti condoni?
Non ritengo semplicistiche nè nuove le categorie ricco-povero,esistono e sono problema gia' 'evangelico',appunto per questo con esse dobbiamo misurarci perennemente. L'Italia nella sua vita sociale e persino l'economia-v struttura familiare della piccola media impresa-hanno forte connotazione solidaristico-familiare,altri paesi,basti fare un giro per l'europa hanno ormai smarrito per ragioni storico-economiche- socio-culturali questa caratterizzazione,specie la mitteleuropa e il nord. Infine , Marchionne per andare in Serbia e negli USA e' stato incentivato dai rispettivi governi,da noi l'interim post Scaiola dura da due mesi ormai.Insomma troppo liberismo non aiuta,occorre una guida dello stato forte e autorevole ,non autoritaria.Berlusconi affronti i processi ,faccia l'imprenditore,lasci la politica e il conflitto di interessi.cordialmente mario gugl
Veda signor Guglielmino, il Presidente Obama è andato a trovare Marchionne in suolo americano esaltando la sua capacità imprenditoriale, ben consapevole che la logica della produzione industriale non può e non deve essere quella delle clientele e del sindacalismo politicizzato com'è stato in Italia da decenni, deformando il modello di sviluppo. Qui da noi un posto di precario diventa automaticamente il diritto a passare di ruolo e garantirsi una pensione, mentre invece dovrebbe stimolare ad intraprendere nuovi percorsi badando bene alla preparazione, alla formazione e alla competizione sul libero mercato del lavoro. Per questo, nella fase storica in cui viviamo, occorrono sempre più imprenditori come Silvio Berlusconi impegnati nella politica, e non professionisti politicanti che hanno passato tutta la loro esistenza all'ombra dei palazzi con lauti stipendi. Con questa solfa del conflitto di interessi non si va da nessuna parte, si recita solo il copione della propaganda di sinistra che non ha argomentazioni, come dimostrano i fatti.
A cosa pensa lei quando parla di guida "forte e autorevole" dello Stato ? Pensa a qualche rivoluzione italiana o conosce qualcuno che possa garantirla più di quanto faccia il governo Berlusconi? Ci illumini, dica pure, faccia qualche esempio. Quanto ai processi, guardi che Berlusconi ne ha affrontati tantissimi e tutti finiti con assoluzione, magari quando avrà concluso la sua esperienza di governo e senza la caciara forcaiola attorno.
Le grandi riforme che stanno cambiando il volto dell'Italia, sia pure nel bel mezzo di una crisi economica globale, sono merito del governo Berlusconi, non sono cose astratte: il Federalismo, l'Università, la Sanità, la Giustizia.
Cerchiamo di stare coi piedi per terra.
Cordialità
Svevo
..Berlusconi primo contribuente..ah ah ah ..che barzelletta!..informarsi prego sulle vergognose agevolazioni e sconti fiscali che si e' autodeliberato in occasione della concessione delle frequenze televisive.
Lei è del tutto disinformato, citi di quali "autodeliberazioni" si tratta, con date ed estremi prego....! Alle battute propagandistiche e barzellettare gli italiani responsabili non reagiscono come vorrebbero i cultori dell'antiberlusconismo. Se ne facciano una ragione. Vada a consultare l'elenco dei parlamentari e dica se non è vero che Berlusconi è in testa quale contribuente, così come in assoluto tra i contribuenti italiani. Quanto alle aziende Mediaset, non faccia finta di non aver capito l'antifona sui posti di lavoro che garantiscono. E poi, veda, è di gran lunga più valido un imprenditore in politica che i soliti mestieranti che hanno vissuto una vita intera tra i corridoi del palazzo.
...E che ne dite del processo Mediatrade per fondi neri e diritti televisivi ?
I processi non sono sentenze passate in giudicato, lo dimostramo il centinaio di processi fatti a Berlusconi e conclusisi con altrettante sentenze di assoluzione, o in qualche caso con la prescrizione (che non è una condanna). La cultura dei forcaioli non paga, è destinata a svanire.
..Berlusconi primo contribuente..ah ah ah ..che barzelletta!..informarsi prego sulle vergognose agevolazioni e sconti fiscali che si e' autodeliberato in occasione della concessione delle frequenze televisive.
...E che ne dite del processo Mediatrade per fondi neri e diritti televisivi ?
..Berlusconi primo contribuente..ah ah ah ..che barzelletta!..informarsi prego sulle vergognose agevolazioni e sconti fiscali che si e' autodeliberato in occasione della concessione delle frequenze televisive.
Gentole Signor Guglielmino,
posso comprendere la sua posizione avversa a Minzolini, al Giornale, al TG4 di Fede e a tutta la cultura di centrodestra, nulla questio, ciascuno ha il pieno e inviolabile di diritto di esporre le proprie opinioni. Tuttavia, vorrà considerare che in un frangente così delicato e grave per la crisi economica globale che ci coinvolge, non si risolve con i luoghi comuni dell'italica virtù di arrangiarsi, l'azione di Governo si rivela sostanziale. Lo è nel bene, come riconoscono tutti i paesi della UE all'Italia del governo Berlusconi, o nel male come tutti riconoscono per la Grecia, la Spagna ed altri. Puntare il dito contro Berlusconi, Tremonti e gli altri anche sulle questioni di incapacità imprenditoriale, come se un governo nazionale fosse responsabile dei fallimenti, delle incapacità o dei limiti dei singoli gruppi industriali, è puro qualunquismo, un cliché abusato della propaganda di sinistra, demagogica e sterile. Cosa c'entra la conformazione del tessuto sociale scusi? Perchè lei conosce "conformazioni" socio-antropologiche profondamente diverse da quella italiana negli altri Paesi europei? Andiamo, smettiamola con i verbalismi di stampo culturaleggiante, l'epoca in cui la sinistra pretendeva di "fare più cultura" è tramontata da un pezzo e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Lei parla di poveri-ricchi e di forbice, come se scoprisse adesso l'acqua calda. In ogni società, da quelle di radice occidentale ai regimi dittatoriali, sotto ogni latitudine, comunismo compreso, ci sono e ci saranno sempre le divaricazioni, le sperequazioni e le cosiddette "forbici". D'altro veda caro signore, se volessimo pensare (semplicisticamente) ad una sorta di miracolo attraverso il quale venissero aboliti "i ricchi", cioè quelli capaci di investire e creare condizioni di lavoro, saremmo tutti più poveri e lo saremmo definitivamente.
Sono d'accordo con lei quando parla di lotta all'evasione, posizione sacrosanta in una società civile, ma non venga a dirmi che il Governo Berlusconi alimenta l'evasione o non la contrasta, perchè sarebbe un'affermazione gratuita, non fondata. Le misure introdotte per il contrasto all'evasione sono concrete e l'erario ha raggiunto risultati mai visti prima d'ora.
Ho intravisto qualche manifesto del tipo: "Berlusconi non subisce alcun danno dalla crisi" oppure "espropriamo i ricchi" (espropri proletari), affermazioni di puro qualunquismo, appunto.
Berlusconi è il primo contribuente italiano, proprio per la sua ricchezza e le tasse le paga tutte, non evade, perchè se avesse evaso sia pure qualche euro, la sinistra avrebbe riempito tonnellate di carta stampata. Inoltre, garantisce il lavoro a migliaia di famiglie italiane, cioè a dire che se non ci fossero le aziende create da lui, l'indice di povertà italiano sarebbe certo più grave.
Siamo tutti solidali con chi perde il lavoro, con gli operai di Termini Imerese e degli altri settori in crisi, ma cosa c'entra il governo nazionale? Le risulta forse che non ha fatto e non fa il possibile per giungere alle soluzioni? Sui tagli della manovra lei dice che ci sono cose discutibilissime. Sarà, ma dai risultati che vediamo proprio oggi (Istat) mi pare che i risultati comincino a vedersi in positivo, nonostante la crisi galoppante.
D'altro lato, se un Governo, qualunque esso fosse, riuscisse a fronteggiare una crisi così grande senza fare ricorso ad alcuna manovra e garantendo il pieno benessere a tutti, avrebbe davvero del miracoloso. Ma queste sono solo utopie.
Un cordiale saluto.
Svevo
gent.le Svevo,mi spiace ma non concordo,valga per prima cosa il riferimento alla lotta all'evasione*Le pare lo scudo fiscale con rientro dei capitali tassati solo al 5 per cento una misura di lotta all'evasione o non piuttosto un incentivo per le prossime occasioni di frodare il fisco ?le sembrano cosa seria i ripetuti condoni?
Non ritengo semplicistiche nè nuove le categorie ricco-povero,esistono e sono problema gia' 'evangelico',appunto per questo con esse dobbiamo misurarci perennemente. L'Italia nella sua vita sociale e persino l'economia-v struttura familiare della piccola media impresa-hanno forte connotazione solidaristico-familiare,altri paesi,basti fare un giro per l'europa hanno ormai smarrito per ragioni storico-economiche- socio-culturali questa caratterizzazione,specie la mitteleuropa e il nord. Infine , Marchionne per andare in Serbia e negli USA e' stato incentivato dai rispettivi governi,da noi l'interim post Scaiola dura da due mesi ormai.Insomma troppo liberismo non aiuta,occorre una guida dello stato forte e autorevole ,non autoritaria.Berlusconi affronti i processi ,faccia l'imprenditore,lasci la politica e il conflitto di interessi.cordialmente mario gugl
E' d'uopo rispondere cortesemente anche al gentile sig Svevo (commento delle 17,39):
caro sig Svevo, la sua analisi della situazione economica internazionale in relazione alle risposte e alle soluzioni date dal governo Berlusconi a mio avviso si basa semplicemente sul fatto che per varie ragioni fortunatamente noi,in quanto stato italiano,non ci siamo trovati a dichiarare default,e quindi Lei ,come me ed altri,non si e' trovato d'un tratto a dover far la fila alle banche per salvare i propri risparmi dalla vanificazione.Ma le assicuro che trattasi di una ben misera consolazione.Lei ben sa che l'unica cosa che ci ha salvati e' proprio la particolare conformazione del tessuto sociale italico basato sulla rete di rapporti familiari di reciproco sostegno,nonche' la grossa propensione al risparmio delle famiglie(le buone formichine..).La ripresa tanto agognata infatti e' gia' arrivata : ma leggendo bene i dati la ripresa riguarda la produttivita' trainata dalle esportazioni e dalla contestuale debolezza dell'euro che le favorisce.Questo certamente ne' Minzolini ne' Fede al tg 4 lo sottolineeranno.La cartina di tornasole della situazione italiana e' invece data proprio dal dato della forbice tra i redditi (poveri-ricchi come ben affermato gia' in precedenti commenti) ,forbice che si sperimenta sul campo non appena si esce fuori appunto dai mercatini frequentati dai cronisti del tg4 ,crisi che si tocca con mano a partire dai dati nerissimi sulla disoccupazione.Attenzione inoltre a ben leggere i dati sulla cassa integrazione,senza farsi abbindolare da chimere.Porgo alla sua riflessione alcuni eventi recenti paradigmatici e significativi che certamente lei conosce: il licenziamento prospettato dei lavoratori TELECOM, la chiusura dello stabilimento Fiat di Termini Imerese,la problematica di Pomigliano,la problematica dei lavoratori del polo chimico in Sardegna (quelli ormai dimenticati dalla TV di regime dell' "Isola dei Cassintegrati dell'Asinara"),la crisi del tessile -dei calzaturifici-dei mobilifici in VEneto ,queste e tante altre problematiche ci dicono che il governo ha peccato in grave sottovalutazione della situazione nonche' di ottimismo propagandistico.Lei stessa constatera' anche personalmente che i provvedimenti della manovra da 25 miliardi sono da piu' parte avversati per l'iniquita' sottesa ad alcune discutibilissime forme di tagli.L'unica cosa sulla quale quindi possiamo convenire e' che una manovra sia comunque necessaria.MA anche questo,mi consenta ,e' discutibile e opinabile,in quanto basterebbe una politica di recupero dell'evasione fiscale seria,non all'acqua di rose, per ottenere il corrispondente di ben 4 manovre finanziarie come quella attuale,a costo zero riguardo ai sacrifici richiesti ai cittadini.Alla luce di tutto questo ,ritengo assolutamente isufficiente l'apporto Berlusconiano o comunque del governo al risanamento post crisi.
Distinti saluti
Mario Guglielmino-palermo
Gentole Signor Guglielmino,
posso comprendere la sua posizione avversa a Minzolini, al Giornale, al TG4 di Fede e a tutta la cultura di centrodestra, nulla questio, ciascuno ha il pieno e inviolabile di diritto di esporre le proprie opinioni. Tuttavia, vorrà considerare che in un frangente così delicato e grave per la crisi economica globale che ci coinvolge, non si risolve con i luoghi comuni dell'italica virtù di arrangiarsi, l'azione di Governo si rivela sostanziale. Lo è nel bene, come riconoscono tutti i paesi della UE all'Italia del governo Berlusconi, o nel male come tutti riconoscono per la Grecia, la Spagna ed altri. Puntare il dito contro Berlusconi, Tremonti e gli altri anche sulle questioni di incapacità imprenditoriale, come se un governo nazionale fosse responsabile dei fallimenti, delle incapacità o dei limiti dei singoli gruppi industriali, è puro qualunquismo, un cliché abusato della propaganda di sinistra, demagogica e sterile. Cosa c'entra la conformazione del tessuto sociale scusi? Perchè lei conosce "conformazioni" socio-antropologiche profondamente diverse da quella italiana negli altri Paesi europei? Andiamo, smettiamola con i verbalismi di stampo culturaleggiante, l'epoca in cui la sinistra pretendeva di "fare più cultura" è tramontata da un pezzo e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Lei parla di poveri-ricchi e di forbice, come se scoprisse adesso l'acqua calda. In ogni società, da quelle di radice occidentale ai regimi dittatoriali, sotto ogni latitudine, comunismo compreso, ci sono e ci saranno sempre le divaricazioni, le sperequazioni e le cosiddette "forbici". D'altro veda caro signore, se volessimo pensare (semplicisticamente) ad una sorta di miracolo attraverso il quale venissero aboliti "i ricchi", cioè quelli capaci di investire e creare condizioni di lavoro, saremmo tutti più poveri e lo saremmo definitivamente.
Sono d'accordo con lei quando parla di lotta all'evasione, posizione sacrosanta in una società civile, ma non venga a dirmi che il Governo Berlusconi alimenta l'evasione o non la contrasta, perchè sarebbe un'affermazione gratuita, non fondata. Le misure introdotte per il contrasto all'evasione sono concrete e l'erario ha raggiunto risultati mai visti prima d'ora.
Ho intravisto qualche manifesto del tipo: "Berlusconi non subisce alcun danno dalla crisi" oppure "espropriamo i ricchi" (espropri proletari), affermazioni di puro qualunquismo, appunto.
Berlusconi è il primo contribuente italiano, proprio per la sua ricchezza e le tasse le paga tutte, non evade, perchè se avesse evaso sia pure qualche euro, la sinistra avrebbe riempito tonnellate di carta stampata. Inoltre, garantisce il lavoro a migliaia di famiglie italiane, cioè a dire che se non ci fossero le aziende create da lui, l'indice di povertà italiano sarebbe certo più grave.
Siamo tutti solidali con chi perde il lavoro, con gli operai di Termini Imerese e degli altri settori in crisi, ma cosa c'entra il governo nazionale? Le risulta forse che non ha fatto e non fa il possibile per giungere alle soluzioni? Sui tagli della manovra lei dice che ci sono cose discutibilissime. Sarà, ma dai risultati che vediamo proprio oggi (Istat) mi pare che i risultati comincino a vedersi in positivo, nonostante la crisi galoppante.
D'altro lato, se un Governo, qualunque esso fosse, riuscisse a fronteggiare una crisi così grande senza fare ricorso ad alcuna manovra e garantendo il pieno benessere a tutti, avrebbe davvero del miracoloso. Ma queste sono solo utopie.
Un cordiale saluto.
Svevo
Caro signore, rispetto naturalmente la sua opinione ma avrà la cortesia di ascoltare anche quella degli altri, abbia pazienza. La sua affermazione che la maggioranza degli italiani sia fatta da quaquaraquà per essere dalla parte di Silvio Berlusconi, cade nel paradosso, trasuda sicumera e pregiudizio. La politica del Governo Berlusconi, pur imponendo agli italiani gravosi sacrifici, sta garantendo al nostro Paese la stabilità, sottraendolo al baratro del fallimento e della caduta verticale com'è stato per la Grecia. La correttezza di questa politica ci viene riconosciuta dalla UE e dal mondo intero, probabilmente lei non è attento allo scenario internazionale e ha tendenze verso il gossip. A quali Paesi penserebbe lei per il futuro dei suoi figli? Faccia qualche esempio per favore. Lei afferma cose che non stanno nè in cielo nè in terra allorquando punta il dito verso una "anima mafiosa" di Forza Italia ieri e del Pdl oggi, dal momento che mai nella nostra storia repubblicana si è registrata una lotta alla mafia così efficace come quella odierna, grazie al Governo Berlusconi. Vada a leggersi i numeri, le statistiche. Quanto alla cosiddetta "legalità", è arrivato il momento di rinnovare profondamente questa nostra Italia sottraendola al becero moralismo di quanti intendono la legalità come la conservazione delle caste e l'uso strumentale della giustizia. La legalità è un fatto di civiltà e di cultura, non è una riserva di caccia.
Certo, sono d'accordo con lei nella legittima preoccupazione per il futuro, ma nel senso più globale del termine, non certo addossando responsabilità o colpe al governo attuale e tanto meno a Silvio Berlusconi. Questa sua battuta che i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri scade nel qualunquismo, qualcuno potrebbe dirle che giusto oggi si sono viste file di migliaia di ragazzi dietro i negozi per non perdersi la gioia di acquistare il nuovo iPhone a colpi di 800 euro a pezzo, che i villaggi vacanze sono strapieni di gente, italiani soprattutto, che i ristoranti, gli aeroporti, le stazioni, le metropolitane sono ingolfati. Vorrà dire che siamo ricchi e ce la passiamo bene...? No di certo, ma non pretendiamo di affermare nemmeno che questo è un paese ridotto in miseria. Stiamo affrontando una crisi economica globale e lo stiamo facendo molto bene, cerchiamo di essere più attenti e responsabili nel nostro dire. E soprattutto, non offenda la maggioranza degli italiani, questo non è un paese di quaquaraquà. Non mancano, certamente, io li vedo per esempio in quelli che nella scena politica non fanno altro che parlare a forza di slogan e luoghi comuni, senza mai dire cosa sarebbero capaci di fare loro. D'altronde cosa sono capaci di fare lo abbiamo visto abbondantemente.
Vengo a Fini. A mio modesto avviso si è giocato semplicemente la stima che gli italiani avevano in lui, tradendo la sua stessa storia personale, il suo ruolo istituzionale e la sua appartenenza politica. Il Pdl ha fatto benissimo a liberarsi di un peso, di uno sterile e strumentale contraddittorio interno. Vada pure per la sua strada, vedremo cosa sarà capace di fare con personaggi dello spessore politico di Bocchino, Briguglio e Granata. Ma mi permetta di dubitare in un miracolo della politica finiana. Inoltre, restando ancora sulla poltrona di Presidente della Camera, umilia le Istituzioni e contraddici le regole della democrazia, in quanto se occupa quel posto non è certo per virtù divina, ma perchè lo ha voluto il suo ex partito politico.
Ho espresso altrettanto liberamente la mia opinione, spero non le dispiaccia.
Saluti cordiali.
Svevo
E' d'uopo rispondere cortesemente anche al gentile sig Svevo (commento delle 17,39):
caro sig Svevo, la sua analisi della situazione economica internazionale in relazione alle risposte e alle soluzioni date dal governo Berlusconi a mio avviso si basa semplicemente sul fatto che per varie ragioni fortunatamente noi,in quanto stato italiano,non ci siamo trovati a dichiarare default,e quindi Lei ,come me ed altri,non si e' trovato d'un tratto a dover far la fila alle banche per salvare i propri risparmi dalla vanificazione.Ma le assicuro che trattasi di una ben misera consolazione.Lei ben sa che l'unica cosa che ci ha salvati e' proprio la particolare conformazione del tessuto sociale italico basato sulla rete di rapporti familiari di reciproco sostegno,nonche' la grossa propensione al risparmio delle famiglie(le buone formichine..).La ripresa tanto agognata infatti e' gia' arrivata : ma leggendo bene i dati la ripresa riguarda la produttivita' trainata dalle esportazioni e dalla contestuale debolezza dell'euro che le favorisce.Questo certamente ne' Minzolini ne' Fede al tg 4 lo sottolineeranno.La cartina di tornasole della situazione italiana e' invece data proprio dal dato della forbice tra i redditi (poveri-ricchi come ben affermato gia' in precedenti commenti) ,forbice che si sperimenta sul campo non appena si esce fuori appunto dai mercatini frequentati dai cronisti del tg4 ,crisi che si tocca con mano a partire dai dati nerissimi sulla disoccupazione.Attenzione inoltre a ben leggere i dati sulla cassa integrazione,senza farsi abbindolare da chimere.Porgo alla sua riflessione alcuni eventi recenti paradigmatici e significativi che certamente lei conosce: il licenziamento prospettato dei lavoratori TELECOM, la chiusura dello stabilimento Fiat di Termini Imerese,la problematica di Pomigliano,la problematica dei lavoratori del polo chimico in Sardegna (quelli ormai dimenticati dalla TV di regime dell' "Isola dei Cassintegrati dell'Asinara"),la crisi del tessile -dei calzaturifici-dei mobilifici in VEneto ,queste e tante altre problematiche ci dicono che il governo ha peccato in grave sottovalutazione della situazione nonche' di ottimismo propagandistico.Lei stessa constatera' anche personalmente che i provvedimenti della manovra da 25 miliardi sono da piu' parte avversati per l'iniquita' sottesa ad alcune discutibilissime forme di tagli.L'unica cosa sulla quale quindi possiamo convenire e' che una manovra sia comunque necessaria.MA anche questo,mi consenta ,e' discutibile e opinabile,in quanto basterebbe una politica di recupero dell'evasione fiscale seria,non all'acqua di rose, per ottenere il corrispondente di ben 4 manovre finanziarie come quella attuale,a costo zero riguardo ai sacrifici richiesti ai cittadini.Alla luce di tutto questo ,ritengo assolutamente isufficiente l'apporto Berlusconiano o comunque del governo al risanamento post crisi.
Distinti saluti
Mario Guglielmino-palermo
Consiglierei questa lettura per iniziare a difendere l'indifendibile!
Al gentile commentatore precedente:
Ho gia' letto,per necessaria documentazione,Le assicuro ben prima del Suo commento delle 15,27 ,l'articolo del Giornale.Se con questo Lei desidera far passare il messaggio che anche Fini ha le sue magagne io Le rispondero' con due ordini di argomentazioni, (1)una di ordine generale e (2) una nel merito:
1) non Le diro' certo che Fini e' un santo,ma almeno quest'uomo non mira a frantumare e smembrare l'architettura e l'ordine costituzionale esclusivamente (e sottolineo ESCLUSIVAMENTE) per i propri interessi , peraltro attinenti soprattutto (e sottolineo SOPRATTUTTO) ai guai giudiziari, al contrario di quanto sta invece facendo il ben conosciuto fratello dell'editore del Giornale e leader del principale partito di maggioranza relativa..E non si venga a ciarlare di improbabili complotti e persecuzioni pluriennali della magistratura rossa.La magistratura persegue rossi e neri,senza differenze,lo abbiamo visto in tante occasioni,essa vede i reati o ,cosi' come deve essere ,indaga su fondati sospetti di reato (vedi Emilia Romagna e a Bologna-cioe' in casa del " ladro rosso"- o in Abruzzo con DEl Turco,o caso eclatante, con MAstella durante il governo Prodi causandone la caduta) . Un po' di rispetto per chi fa con onesta',imparzialita' e dovizia il proprio lavoro.C'e' da rimanere allibiti e indignati per la meno che scadente considerazione verso le istituzioni democratiche e il clima di sospetto e denigrazione delle stesse portato avanti proprio dai pidiellini.Un conto e' il garantismo e un conto la pretesa di impunita'.Un conto e' essere semplicemente indagati,un conto e' ascoltare serie interminabili di intercettazioni ove i protagonisti non recitano di certo e affermano cose per le quali non occorre attendere la Cassazione per dire che stanno tramando reati .SE a casa Sua qualcuno sta forzando la porta Lei non attendera' che prendano anche i gioielli ,ma chiamera' anzitempo le forze dell'ordine.E questi disegni criminosi ,per quanto poi non si riescano a concretizzarsi ,politicamente hanno un grave peso.Allora anche i terroristi o i mafiosi che non riescono a portare a termine una loro programmata azione delittuosa dovrebbero per questo essere scusati.A MENO CHE NON SI VOGLIA SOSTENERE CHE GOVERNARE SIGNIFICA IN ULTIMA ANALISI COORDINARE UN POPOLO DI MASCALZONI E LE LORO MASCALZONATE.
2) leggendo l'articolo nel merito ,lo dico del tutto francamente e senza preclusioni di sorta (Le ripeto , FIni non e' un santo),non capisco e non colgo altro che affermazioni non provate, allusioni,insinuazioni ,sullo stile dell'ignobile velinaggio Feltriano che ormai e' il nuovo corso di colui che fu (FU) uno dei migliori giornalisti d'attacco italiani ai tempi di mani pulite.Insomma ancora una BOFFATA ,mi consenta .La differenza tra Il giornale e Repubblica, ad esempio , e' proprio nella "sostanziazione "delle fonti (fondamentali per il giornalismo).Se la Gdf si interessera' del caso, vedremo.Comunque e' questione interna ad AN (ex) e nulla c'entra ad esempio con il caso Scaiola,ove i soldi impiegati erano francamente ed evidentemente connessi a mala gestione di appalti pubblici .
Distinti saluti
Mario guglielmino .palermo
Ma il POPOLO ITALIANO esiste ancorà? Sembrerebbe di sì se si considera che lo Stato c'è con tutte i suoi apparati e le istituzioni, magari guidati da personaggi senza scrupoli, intenti a difendere con ogni mezzo il potere sottratto alla volontà popolare con una legge elettorale da paese del terzo mondo. Ciò che è scomparso dalla scena politica italiana è la dignità! Siamo praticamente allo sbando, quasi come alla fine della seconda guerra mondiale, ovviamente metaforicamente, quando il POPOLO ITALIANO non sapeva da chi era governato.
Non sono mai stato un uomo di sinistra, non mi riconosco nelle scelte e nelle strategie politiche dell'opposizione a Berlusconi, ma affermo con forza che non posso essere rappresentato da un uomo che si è arrampicato verso il potere utilizzando ogni mezzo, lecito ed illecito. L'esempio del premier è stato seguito pedissequamente dai "quaqquaraquà" che lo sostengono. Mi vergogno quando penso che ho contribuito con il mio voto all'affermazione dell'attuale maggioranza, illuso che nonostante l'anima mafiosa di FORZA ITALIA, il PdL potesse rappresentare la volontà di rompere con il passato poco trasparente e come una ventata di aria nuova "moralizzatrice" premiasse l'onestà e la laboriosità dei cittadini riconoscendo loro la assoluta parità, senza particolari distinzioni tra ricchi e poveri.
Constato invece che nel giro di pochi anni i ricchi sono sempre più ricchi ed i poveri sono sempre più numerosi (ndr. se si è poveri non si può diventare più poveri!); i ricchi sono sempre più protagonisti di evasioni e truffe, sicuri dell'impunità garantita dalla politica del premier che fa di tutto per screditare la Giustizia attraverso attacchi mediatici alla Magistratura. Assistiamo evidentemente allo scontro violento tra i poteri dello Stato.
I miei figli, disorientati, sognano di andare a vivere in altri paesi dove la legalità è garantita; io e mia moglie, dopo una vita di lavoro eseguito con dedizione e serietà, non abbiamo alcuna certezza di poter andare in pensione con la garanzia di una vita dignitosa... Mi chiedo allora: PER QUANTO TEMPO DOBBIAMO CONTINUARE A FARCI DEL MALE?
Berlusconi è solo un uomo, potente quanto volete, ma solo un uomo che presto si dovrà fare da parte perchè nessuno è eterno. Lo stesso vale per qualunque altro leader. Quindi chi ci guida adesso è solo un uomo. Possibile che fra più di 60.000.000 di italiani non esiste un leader che ci possa guidare meglio di quanto ha fatto Berlusconi? Non riesco a comprendere, forse si tratta solo di un mio limite, ma perchè ciò che sostiene Fini è da condannare? Se Berlusconi e i suoi "quaqquaraquà" lo attaccano così aspramente non sarà perchè lo temono? Magari temono l'eventuale azione moralizzatrice che potrebbe innescarsi se il pensiero finaiano prendesse il sopravvento.
Caro signore, rispetto naturalmente la sua opinione ma avrà la cortesia di ascoltare anche quella degli altri, abbia pazienza. La sua affermazione che la maggioranza degli italiani sia fatta da quaquaraquà per essere dalla parte di Silvio Berlusconi, cade nel paradosso, trasuda sicumera e pregiudizio. La politica del Governo Berlusconi, pur imponendo agli italiani gravosi sacrifici, sta garantendo al nostro Paese la stabilità, sottraendolo al baratro del fallimento e della caduta verticale com'è stato per la Grecia. La correttezza di questa politica ci viene riconosciuta dalla UE e dal mondo intero, probabilmente lei non è attento allo scenario internazionale e ha tendenze verso il gossip. A quali Paesi penserebbe lei per il futuro dei suoi figli? Faccia qualche esempio per favore. Lei afferma cose che non stanno nè in cielo nè in terra allorquando punta il dito verso una "anima mafiosa" di Forza Italia ieri e del Pdl oggi, dal momento che mai nella nostra storia repubblicana si è registrata una lotta alla mafia così efficace come quella odierna, grazie al Governo Berlusconi. Vada a leggersi i numeri, le statistiche. Quanto alla cosiddetta "legalità", è arrivato il momento di rinnovare profondamente questa nostra Italia sottraendola al becero moralismo di quanti intendono la legalità come la conservazione delle caste e l'uso strumentale della giustizia. La legalità è un fatto di civiltà e di cultura, non è una riserva di caccia.
Certo, sono d'accordo con lei nella legittima preoccupazione per il futuro, ma nel senso più globale del termine, non certo addossando responsabilità o colpe al governo attuale e tanto meno a Silvio Berlusconi. Questa sua battuta che i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri scade nel qualunquismo, qualcuno potrebbe dirle che giusto oggi si sono viste file di migliaia di ragazzi dietro i negozi per non perdersi la gioia di acquistare il nuovo iPhone a colpi di 800 euro a pezzo, che i villaggi vacanze sono strapieni di gente, italiani soprattutto, che i ristoranti, gli aeroporti, le stazioni, le metropolitane sono ingolfati. Vorrà dire che siamo ricchi e ce la passiamo bene...? No di certo, ma non pretendiamo di affermare nemmeno che questo è un paese ridotto in miseria. Stiamo affrontando una crisi economica globale e lo stiamo facendo molto bene, cerchiamo di essere più attenti e responsabili nel nostro dire. E soprattutto, non offenda la maggioranza degli italiani, questo non è un paese di quaquaraquà. Non mancano, certamente, io li vedo per esempio in quelli che nella scena politica non fanno altro che parlare a forza di slogan e luoghi comuni, senza mai dire cosa sarebbero capaci di fare loro. D'altronde cosa sono capaci di fare lo abbiamo visto abbondantemente.
Vengo a Fini. A mio modesto avviso si è giocato semplicemente la stima che gli italiani avevano in lui, tradendo la sua stessa storia personale, il suo ruolo istituzionale e la sua appartenenza politica. Il Pdl ha fatto benissimo a liberarsi di un peso, di uno sterile e strumentale contraddittorio interno. Vada pure per la sua strada, vedremo cosa sarà capace di fare con personaggi dello spessore politico di Bocchino, Briguglio e Granata. Ma mi permetta di dubitare in un miracolo della politica finiana. Inoltre, restando ancora sulla poltrona di Presidente della Camera, umilia le Istituzioni e contraddici le regole della democrazia, in quanto se occupa quel posto non è certo per virtù divina, ma perchè lo ha voluto il suo ex partito politico.
Ho espresso altrettanto liberamente la mia opinione, spero non le dispiaccia.
Saluti cordiali.
Svevo
Fini ha ragione ! non si puo' stare accanto a chi sbandiera privacy e garantismo solo per coprire evidentissime malefatte (LE INTERCETTAZIONI NON SONO RECITE TRA ATTORI ) . Non si puo' difendere l'indifendibile attendendo la Cassazione mentre in Italia ci sono tante situazioni come quelle descritte dall'appello del sig MAldini (che sottoscrivo in pieno)Ai berlusconiani dico :non siamo ottusi,prego .
Consiglierei questa lettura per iniziare a difendere l'indifendibile!
Fini ha ragione ! non si puo' stare accanto a chi sbandiera privacy e garantismo solo per coprire evidentissime malefatte (LE INTERCETTAZIONI NON SONO RECITE TRA ATTORI ) . Non si puo' difendere l'indifendibile attendendo la Cassazione mentre in Italia ci sono tante situazioni come quelle descritte dall'appello del sig MAldini (che sottoscrivo in pieno)Ai berlusconiani dico :non siamo ottusi,prego .
si respira un'atmosfera da Gulag all'interno del c.d. 'popolo delle libertà'...altrokè partito dall'antica tradizione liberale
quanto a Fini (i finiani sono ancora tutti da fondare e da rivedere alla prova dei fatti politici...), la sua più evidente trasgressione sta nell'aver reinventato (coscientemente o meno, resta tutto da vedere) il ruolo istitituzionale di Presidente della Camera: politica cmq vecchia, visto che il trend (Bossi docet) è ormai quello della Camera Unica e parlamentini regionali vv. ps. dalla conferenza stampa di oggi comincia il bello.....sintonizziamoci e stiamo a vedere ke succederà
Ma il POPOLO ITALIANO esiste ancorà? Sembrerebbe di sì se si considera che lo Stato c'è con tutte i suoi apparati e le istituzioni, magari guidati da personaggi senza scrupoli, intenti a difendere con ogni mezzo il potere sottratto alla volontà popolare con una legge elettorale da paese del terzo mondo. Ciò che è scomparso dalla scena politica italiana è la dignità! Siamo praticamente allo sbando, quasi come alla fine della seconda guerra mondiale, ovviamente metaforicamente, quando il POPOLO ITALIANO non sapeva da chi era governato.
Non sono mai stato un uomo di sinistra, non mi riconosco nelle scelte e nelle strategie politiche dell'opposizione a Berlusconi, ma affermo con forza che non posso essere rappresentato da un uomo che si è arrampicato verso il potere utilizzando ogni mezzo, lecito ed illecito. L'esempio del premier è stato seguito pedissequamente dai "quaqquaraquà" che lo sostengono. Mi vergogno quando penso che ho contribuito con il mio voto all'affermazione dell'attuale maggioranza, illuso che nonostante l'anima mafiosa di FORZA ITALIA, il PdL potesse rappresentare la volontà di rompere con il passato poco trasparente e come una ventata di aria nuova "moralizzatrice" premiasse l'onestà e la laboriosità dei cittadini riconoscendo loro la assoluta parità, senza particolari distinzioni tra ricchi e poveri.
Constato invece che nel giro di pochi anni i ricchi sono sempre più ricchi ed i poveri sono sempre più numerosi (ndr. se si è poveri non si può diventare più poveri!); i ricchi sono sempre più protagonisti di evasioni e truffe, sicuri dell'impunità garantita dalla politica del premier che fa di tutto per screditare la Giustizia attraverso attacchi mediatici alla Magistratura. Assistiamo evidentemente allo scontro violento tra i poteri dello Stato.
I miei figli, disorientati, sognano di andare a vivere in altri paesi dove la legalità è garantita; io e mia moglie, dopo una vita di lavoro eseguito con dedizione e serietà, non abbiamo alcuna certezza di poter andare in pensione con la garanzia di una vita dignitosa... Mi chiedo allora: PER QUANTO TEMPO DOBBIAMO CONTINUARE A FARCI DEL MALE?
Berlusconi è solo un uomo, potente quanto volete, ma solo un uomo che presto si dovrà fare da parte perchè nessuno è eterno. Lo stesso vale per qualunque altro leader. Quindi chi ci guida adesso è solo un uomo. Possibile che fra più di 60.000.000 di italiani non esiste un leader che ci possa guidare meglio di quanto ha fatto Berlusconi? Non riesco a comprendere, forse si tratta solo di un mio limite, ma perchè ciò che sostiene Fini è da condannare? Se Berlusconi e i suoi "quaqquaraquà" lo attaccano così aspramente non sarà perchè lo temono? Magari temono l'eventuale azione moralizzatrice che potrebbe innescarsi se il pensiero finaiano prendesse il sopravvento.
Berlusca ,nella sua mania di onnipotenza ,crede di poter relazionarsi con Fini cosi' come con la D'Addario. E chiede persino che lui lasci la presidenza della CAmera. Fini risponde : in medio (nel dito) stat virtus,ombrello compreso
Era normale che in un cosidetto partito comandato da Berlusconi e compagni di merende, chiunque parlasse di politica vera, di legalità e di garantire la giustizia fosse trattato da criminale...............
Hanno avuto il benservito, Fini e i suoi fedelissimi. Non poteva esserci altro epilogo se non quello della coerenza politica e di partito. La martellante azione di contrasto esercitata da Fini, ben oltre il suo ruolo istituzionale super partes, doveva trovare una conclusione logica. Ambiguità politica, lotta interna, trasversalismo, arroganza, avevano finito col pregiudicare la linea di partito e di Governo, creando confusione e sbandamento nell'elettorato Pdl.
Ora Fini dovrebbe dimettersi da Presidente della Camera e scendere nuovamente in politica, una bella corsa indietro. Da questo momento, ogni contromossa dei finiani contro il Pdl e contro il Governo sarà pienamente legittima e autonoma, ma di nebulosa prospettiva.
Paradossalmente, Fini e la sinistra hanno solo un denominatore comune: l'antiberlusconismo viscerale. Se sono vere le dichiarazioni da parte finiana con le quali si vuole comunque rispettare il patto con gli elettori e il programma di Governo, bhè allora c'è da chiedersi se valeva la pena strappare, bastava dire la propria opinione all'interno del Pdl e rimettersi democraticamente alla maggioranza. Se Fini vuol rimanere incollato alla poltrona di Presidente della Camera e affidare un nuovo soggetto politico a persone come Bocchino, Briguglio e Granata... faccia pure con comodo, ma i risultati saranno con ogni probabilità ancor più amari.
Svevo