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Nel Pdl è il momento della resa dei conti. Fini messo alla porta. Bocchino, Briguglio e Granata deferiti al collegio dei probiviri. I finiani organizzano le contromosse

29 luglio 2010 16:48
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L'ufficio di presidenza del Popolo della Liberta' ha deferito al collegio dei probiviri del partito il vicecapogruppo alla Camera Italo Bocchino, il vicepresidente della commissione Antimafia Fabio Granata e Carmelo Briguglio, mentre le posizioni di Fini sono incompatibili coi principi ispiratori del Pdl. Lo si legge nella bozza di documento finale dell'ufficio di presidenza A fronte dell''assoluta incompatibilita'' di Fini, si legge ancora nella bozza, viene meno la fiducia del Pdl nei confronti del ruolo di garanzia di Presidente della Camera. L'ufficio di presidenza condivide il deferimento ai probiviri Bocchino, Granata e di Carmelo Briguglio. Il documento e' approvato con i voti contrari di Ronchi, Urso e Viespoli.

 

"Allo stato viene meno la fiducia nei confronti del ruolo di garanzia del presidente della Camera" indicato dalla maggioranza uscita vittoriosa dalle elezioni. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi leggendo il passaggio finale del documento approvato dall'ufficio di presidenza del Pdl riunito oggi a palazzo Grazioli. L'ufficio di presidenza inoltre considera "le posizioni dell'onorevole Fini assolutamente incompatibili con i principi ispiratori del Popolo della Liberta', con gli impegni assunti con gli elettori e con l'attivita' politica del Popolo della Liberta'". Il premier ha ricordato che il documento, lungo 6 pagine, e' stato approvato con 33 voti favorevoli e 3 contrari.

 

Il Popolo della Liberta' dice "no al gioco al massacro". Lo afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che incontra i giornalisti dopo l'ufficio di presidenza del partito e sottolinea che "i nostri elettori non tollerano piu' che nei confronti del governo vi sia un atteggiamento di opposizione permanente, spesso oggettivamente in sintonia con posizioni e temi della sinistra e delle altre forze contrarie alla maggioranza, condotto per di piu' da uno dei vertici delle istituzioni di garanzia".

 

Per il premier, che legge il testo del documento finale, "i nostri elettori non sono piu' disposti ad accettare una forma di dissenso all'interno del partito che si manifesta nella forma di una vera e propria opposizione, con tanto di struttura organizzativa, tesseramento e iniziative, prefigurando gia' l'esistenza sul territorio e in Parlamento di un vero e proprio partito nel partito, pronto addirittura a dar vita ad una nuova aggregazione politica alternativa al Pdl".

 

Nessun rischio per governo e maggioranza dallo strappo con Fini. Noi siamo stati responsabili, il dissenso e' suo, ribadisce Berlusconi. Berlusconi ha parlato al termine dell'ufficio di presidenza del Pdl che ha votato l'incompatibilita' di Fini con il partito. Non possiamo pagare il prezzo, troppo alto, di mostrarci un partito diviso, ha continuato Berlusconi che sul passo indietro di Fini da presidente della Camera sollecita a 'lasciare l'iniziativa ai membri del Parlamento'.

 

"Mai prima d'ora e' avvenuto che il presidente della Camera assumesse un ruolo politico cosi' pronunciato perfino nella polemica di partito e nell'attualita' contingente, rinunciando ad un tempo alla propria imparzialita' istituzionale e ad un minimo di ragionevoli rapporti di solidarieta' con il proprio partito e con la maggioranza che lo ha designato alla carica che ricopre". E' un passaggio del documento dell'ufficio di presidenza del Popolo della Liberta' richiamato dal premier Silvio Berlusconi durante una breve conferenza stampa seguita all'ufficio di presidenza tenutosi a palazzo Grazioli. Il documento, di 6 pagine votato da 33 membri dell'ufficio prosegue spiegando che "questo atteggiamento di opposizione sistematica al nostro partito e nei confronti del governo che nulla hanno a che vedere con un dissenso che legittimamente puo' essere esercitato all'interno del partito, ha gia' creato gravi conseguenze sull'orientamento dell'opinione pubblica e soprattutto dei nostri elettori, sempre piu' sconcertati per un atteggiamento che mina alla base gli sforzi positivi messi in atto per amalgamare le diverse tradizioni politiche che si riconoscono nel Popolo della Liberta'". "Si milita nello stesso partito -prosegue il documento- quando si avverte il vincolo della comune appartenenza e della solidarieta' tra i consociati".

 

"Le posizioni dell'onorevole Fini si sono manifestate sempre di piu' non con un legittimo dissenso bensi' come uno stillicidio di distinguo o contrarieta' nei confronti del programma di governo sottoscritto con gli elettori e votato dalle Camere, come una critica demolitoria alle decisioni prese dal partito, peraltro note e condivise da tutti, e infine come un attacco sistematico diretto al ruolo e alla figura del presidente del Consiglio". E' quanto si legge a pagina 2 del documento approvato dall'ufficio di presidenza del Pdl oggi a palazzo Grazioli. Si contesta inoltre al presidente della Camera e ad alcuni parlamentari a lui vicini il fatto di avere "costantamente formulato orientamenti e perfino proposte di legge su temi qualificanti come la cittadinanza breve e il voto agli extracomunitari che confliggono apertamente con il programma che la maggioranza ha sottoscritto solennemente con gli elettori".

 

"Le cronache giornalistiche testimoniano la distanza crescente tra le posizioni del Pdl, quelle di Fini e dei suoi sostenitori, sebbene tra questi non siano mancati coloro che hanno lavorato per riportare il tutto nell'alveo di una corretta e fisiologica dialettica politica". E' quanto si legge nel documento approvato dall'ufficio di presidenza del Pdl dove, tra l'altro, si denuncia che su alcuni temi come la legge elettorale "vi e' stata un'apertura inaspettata a tesi che contrastano con le costanti posizioni tenute da sempre dal centrodestra e dallo stesso Fini". Inoltre, si imputa al co-fondatore di avere "impropriamente utilizzato per alimentare polemiche interne il tema della legalita', per il quale e' innegabile il successo del governo e della maggioranza in temi di contrasto alla mafia e alla criminalita' e di riduzione dell'immigrazione clandestina".

 

"Tutto cio' e' tanto piu' grave considerando il ruolo istituzionale ricoperto da Fini, un ruolo -prosegue il documento- che e' sempre stato ispirato nella storia della nostra Repubblica ad equilibrio e moderazione nei pronunciamenti di carattere politico, pur senza rinunciare alla propria appartenenza politica".

 

L'Ufficio di presidenza ricorda inoltre che "l'unico breve periodo in cui Fini ha rivendicato nei fatti un ruolo super partes e' stato durante la campagna elettorale per le regionali al fine di giustificare l'assenza di un suo sostegno ai candidati del Popolo della Liberta'". Viene sottolineato inoltre che "la condivisione di principi comuni e il vincolo di solidarieta' con i propri colleghi di partito sono fondamenti imprescindibili dell'appartenza ad una forza politica. Partecipare attivamente e pubblicamente al gioco al massacro che vorrebbe consegnare agli organi di stampa, ai nostri avversari e a qualche Procura della Repubblica i tempi, i modi e perfino i contenuti della definizione degli organigrammi di partito e la composizione degli organi istituzionali e' incompatibile con la storia dei moderati e dei liberali italiani che si riconoscono nel Pdl".

 

"Abbiamo ritenuto che fosse arrivato il momento, non piu' derogabile, di fare chiarezza". Cosi' il premier Silvio Berlusconi nella conferenza stampa convocata al parlamentino di palazzo Grazioli, al termine dell'Ufficio di presidenza del Pdl. Terminato di leggere alcuni passaggi del documento approvato dall'Ufficio di presidenza, il presidente del Consiglio risponde ad alcune domande dei cronisti. A chi gli chiede se il documento, in qualche modo, possa essere una sollecitazione al presidente della Camera per il suo incarico, il Cavaliere replica: "riteniamo sia logico lasciare ai membri del Parlamento di assumere iniziative al riguardo". "Ma -assicura Berlusconi- il governo non e' a rischio, abbiamo la maggioranza nel paese e il premier e' al 60% del gradimento".

 

"C'e' una netta posizione dell'ufficio di presidenza nei confronti di Gianfranco Fini. Il documento e' dedicato proprio a lui, chiama in causa il presidente della Camera". Lo ha detto Fabrizio Cicchitto presidente dei deputati del Pdl alla Camera parlando con i giornalisti in Transatlantico.

 

La rottura di Silvio Berlusconi con Gianfranco Fini irrompe nel consueto brindisi di fine stagione del gruppo Pd alla Camera e trasforma una riunione conviviale in un appuntamento poltiico ad alta tensione. Il segretario Pierluigi Bersani con il capogruppo Dario Franceschini e i deputati a fare corona studiano la strategia ad horas. Primo obiettivo disinnescare la 'delegittimazione' del presidente della Camera.

Bersani ha gia' detto di voler un chiarimento politico in Aula alla Camera con Berlusconi. Domani mattina la richiesta del Pd sara' formalizzata in Aula. Se Berluscon i decidesse di ignorarla, il Pd e' pronto a bloccare l'Aula fino a Ferragosto discutendo dei decreti calendarizzati, i cui tempi non sono contingentati.

 

"Fanno processi agli innocenti. Singolare tribunale che mette sotto accusa gli innocenti". Cosi' il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, commenta con i cronisti il deferimento, deciso dall'ufficio di presidenza del Pdl, degli esponenti finiani Italo Bocchino, Fabio Granata e Carmelo Briguglio.  ''Questa e' una crisi. Berlusconi venga in Parlamento'', ha dichiarato Bersani. "Il Presidente del Consiglio non dispone della Presidenza della Camera come fosse una sua proprieta'. Un'altra volta si tratta di rispettare la Costituzione: noi non abbiamo votato Fini, ma dal momento in cui e' stato eletto e' il Presidente di tutta la Camera, anche dell'opposizione". Lo afferma Dario Franceschini, presidente dei deputati Pd.

 

"Non me l'aspettavo, ma lo sospettavo che sarebbe andata a finire cosi' tra Berlusconi e Fini... Conoscendo il personaggio, sapevo che non sarebbero andati d'accordo". Tra i primi ad arrivare per la festa organizzata dal ministro Gianfranco Rotondi in occasione dei suoi 50 anni e dei 7 anni della casa editrice 'Balena Bianca' c'e' anche donna Assunta Almirante. La vedova dell'ex leader del Msi, risponde cosi' all'ADNKRONOS che gli chiede se si aspettava che finisse cosi' con il 'divorzio', il rapporto tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini nel Pdl.

 

I finiani preparano le contromosse. Secondo quanto si apprende da fonti della maggioranza, se dovessero scattare le sanzioni e la censura politica nei confronti di alcuni uomini vicini al presidente della Camera, i fedelissimi di Fini sarebbero pronti a costituire un gruppo parlamentare autonomo formato per ora da una trentina di deputati, di cui 20, tutti quelli del Comitato nazionale di 'Generazione Italia', hanno gia' sottoscritto oggi l'atto di nascita.

 

Ma il numero degli aderenti potrebbe essere destinato a crescere, perche' potrebbero aderire altri finiani doc, come Giulia Bongiorno, Donato Lamorte e Roberto Menia. Allo stato, non c'e' nulla di ufficiale, ma l'operazione e' partita. Ogni decisione e' rimessa nelle mani di Fini. Dopo aver visto i suoi, Bocchino e' andato dal presidente della Camera per fare il punto della manovra in vista del voto di fiducia. Un'iniziativa analoga e' stata promossa in queste ore a palazzo Madama dal senatore Giuseppe Valditara e coinvolgerebbe una decina di parlamentari.

 

Lealta' e fedelta' al governo, anche se ci dovessere essere strappi all'interno del Pdl. Questa sarebbe la posizione di Gianfranco Fini, secondo quanto riferito da chi ha avuto modo di incontrarlo in queste ore. Nessun cambio di linea, dunque, avrebbe detto il presidente della Camera ai parlamentari a lui vicini, sottolineando che mai verra' tradito il programma presentato agli elettori. Se dovesse scattare la 'censura politica' nei confronti di alcuni finiani e nascesse un eventuale gruppo parlamentare autonomo, sarebbe stato il ragionamento dell'ex leader di An, questo nuova formazione non farebbe mai venir meno il suo leale sostegno all'esecutivo.

 

Censura per Fini, sanzioni per alcuni finiani: e' quanto conterrebbe il documento preparato in vista dell'ufficio di presidenza del Pdl. Il documento e' stato messo in un vertice tra Berlusconi e i coordinatori La Russa, Verdini e Bondi, i capigruppo di Senato e Camera Gasparri e Cicchitto, il ministro Alfano, il parlamentare e legale Ghedini e il vicepresidente dei senatori Quagliariello che ha sottolineato: nell'ufficio di presidenza si parlera' di politica, non di atti amministrativi.

 

"La guerra dei numeri e' sempre, fra gli atti ultimi di una separazione quello piu' increscioso e umiliante. Perche' in genere si sfrutta come gesto di minaccia verso l'altra parte alla quale si promette di voler fare 'molto male' una volta sbattuta la porta. In realta' si ignora deliberatamente che in una separazione entrambe le parti si fanno del male. E ciascuna confida di farne di piu' all'altra per appagare un meschino spirito di vendetta". Lo afferma Osvaldo Napoli, vicecapogruppo del Pdl alla Camera. "Quanti saranno i finiani -aggiunge- e' problema che riguarda i finiani, non riguarda piu' il Pdl ne' il Paese. Al Paese interessa sapere se la maggioranza scelta con un vasto consenso nell'aprile 2008 e' ancora in condizione di governare e di fare le riforme per le quali e' stata votata. Per i finiani c'e' un solo dovere: essere pronti, da qui ai prossimi mesi, a spiegare agli italiani perche' non hanno mantenuto gli impegni solennemente presi due anni fa. Tutto il resto sono chiacchiere".

 

"Il documento votato nell'ufficio di presidenza del Pdl mi sembra un errore politico, mi auguro che non pregiudichi pero' il dialogo e il confronto". Lo dice ai cronisti Pasquale Viespoli, sottosegretario al lavoro, lasciando via del Plebiscito dopo l'ufficio di presidenza del Pdl convocato a palazzo Grazioli. "Mi sembrano -rimarca Viespoli- un gesto e una scelta non 'berlusconiana', perche' lui e' tale per questa volonta' di ricucire, non di rompere. Ma -conclude Viespoli- mi auguro ci siano spazi per il dialogo". In questo senso Viespoli elogia il discorso di intervento di Giorgia Meloni che ha invitato a prendere tempo".

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Fonte: adnkronos-ansa
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Anonimo 03 agosto 2010   02:03

..continua..accenno infine solo brevemente per non ancora gravemente tediare ,ad alcune forme di leggi ad personam evidentemente prodotte  o proposte per sfuggire alle patrie galere:legittimo impedimento,legittima suspicione,processo breve,depenalizzazione o meglio riduzione delle  pene  per il reato di falso in  bilancio,riduzione dei termini di prescrizione ,legge sulle  intercettazioni,lodi alfani vari e variopinti,vari provvedimenti restrittivi sull'ativita' dei PM e sui collegi giudicanti con previsione di vasta gamma  di  incompatibilita' .Io pensavo che ad un imprenditore onesto  premessero piu' che altro la velocizzazione del processo  civile,la semplificazione normativa e la creazione di zone a permesso  zero.(solo di recente se ne sente  parlare),gli interventi sul mercato del lavoro.

Riguardo ai successi  nella  lotta  alla  mafia ,ebbene non  bisogna farsi delle pie illusioni  .L'opera di Maroni e' meritoria,ma adesso  la  mafia  e'  nei  colletti  bianchi,diffusa nel mondo imprenditoriale e finanziario.VEngono presi i mafiosi del pizzo o del controllo  territoriale.MA la  mafia  ormai si e' globalizzata,ha cambiato veste.E si mimetizza in mezzo ai vari Dell'Utri ( 7 anni in  appello  per concorso esterno in  associazione mafiosa,tra i principali,se non il primo dei fondatori e ideatori di forza Italia),chiedendo e fornendo appoggi in  vari affari dagli orizzonti molto piu' vasti.

Riguardo al  cancro,fra tre anni  ne  riparliamo :sara' sconfitto  certamente.

Insomma ,caro  Svevo,Le chiederei di rispondere e interpretare ,se lo vorra' e se riterra' ,puntualmente anche a una sola  delle  precedenti osservazioni fattuali, e critiche interpretazioni .La invito a tener  sempre presente che il  sottoscritto ,come tanti altri cittadini,non  odia affatto  Berlusconi e la destra.Ritengo sinceramente che un popolo  che ha scelto i suoi governanti deve essere rispettato  nelle  scelte  elettorali senza ribaltoni.Ma una condizione e' necessaria :cosi' come io,cittadino,non posso e non devo esimermi dal pagare  e dal render conto per una semplice multa per parcheggio in  doppia fila o attraversamento col  semaforo rosso,allo stesso  modo desidererei un presidente del consiglio in  gamba (ricordiamo che anche Gesu' evangelicamente nella parabola lodo' l'amministratore disonesto per la sua furbizia nel crearsi tante amicizie ) che non abbia paura di dimostrare la sua eventuale estraneita' a fatti  delittuosi corruttivi -concussivi-fiscalmente evasivi partecipando a testa alta e con adeguata  difesa ai processi importanti in corso (in atto  tre  se non  erro  Mills-Mediaset-Mediatrade) senza fuggire in  preda  a mania di persecuzione da toga rossa.Se lo facesse penso che tantissimi italiani cambierebbero idea  e probabilmente lo apprezzerebbero davvero per questo istinto semplificatore ,che invece attualmente  rivolge con insofferenza verso i piu'  elementari principi e le istituzioni democratiche  del paese.

Cordiali saluti

Le rinnovo il mio Grazie per la pazienza e l'attenzione dimostrata

Mario Guglielmino -palermo

Anonimo 03 agosto 2010   01:18

..approfittando sempre della Sua pazienza e della cortese attenzione degli altri colleghi commentatori,alcune parole vanno spese legittimamente per il conflitto di  interessi del capo del governo Berlusconi in  quanto azionista Fininvest-Mediaset.

La situazione e' talmente lapalissiana  e omeopaticamente infiltrata che ,come il cielo azzurro,nessun italiano piu' la considera anomala,in barba a qualsiasi anticorpo democratico.In  nessun posto al mondo il capo del governo puo' vantare di fatto il controllo diretto  e  indiretto  su ben 5 reti televisive a diffusione nazionale con relative truppe ideologizzate  e aizzate secondo i canoni del  liberismo antistatalista di giornalisti assoldati o sodali a far fare  a tutti  "la fine di BOFFO",(v dizionario liberale dell'amore Feltri-Stracquadanio ).Questo e' un punto impossibile da sconfessare.Per di piu' i giornalisti di destra sono chiaramente meno bravi di quelli  di  "sinistra" o meglio dei giornalisti " del  buon  senso civico "  ( a meno che non si voglia affermare che persino L'Avvenire sia un giornale di sinistra ).Sono piu' atti al velinismo d'impostura e fallace,piuttosto che alle notizie supportate da faldoni di intercettazioni inconfutabili (anche se purtroppo spesso non  utilizzabili,e tra poco anche ex lege ,destruende) .Alcune performance del governo chiaramente ispirate dall'établishment Fininvest-Mediaset  sono foriere di preclaro conflitto di interessi,e interessi di esclusivo profitto  per il  nostro capo del governo -imprenditore,che cosi' sfrutta una posizione chiaramente dir dominante  e' poco sul mercato e contravvenendo in  cio' ad una delle fondamentali leggi  dello  stesso  :la  libera concorrenza.Pare poco ? Qualche esempio non dolga:come si giustifica nel 2007 l'aumento decretato dal governo sull'IVA ,portata dal 10 al 20 % sui servizi PAY tv satellitari ? Con cio' il principale interessato colpiva  il principale concorrente  sul mercato  e  preparava il campo di fatto a un massiccio ingresso di Mediaset Premium (tra l'altro con relativi incentivi statali per l'acquisto del decoder,eccetto essere poi condannati alla  restituzione dalla UE ) nell'altro  ramo alternativo,quello del digitale , ambito digitale da cui con abile legislazione europea Sky fu per tempo esclusa ,salvo recentissima sentenza riabilitante tacciata guarda caso da Fininvest (e ministro italiano Frattini )come sconcertante,nonostante questa  preveda il semplice utilizzo GRATUITO delle frequenze  da parte dei telespettatori.

Si veda  anche sentenza del Trib Europeo nella causa T-177/07 nella quale si condanna MEdiaset per violazione della  concorrenza.

Per la controversa e connivente (da parte della  sinistra  colpevole di non aver approvato, grazie a D'Alemiana  nonchalance e bon ton ) situazione italiana basti consultare la legge 488 art 27 comma 9 del 23 12  99  (regalo di NAtale !)  con la quale le frequenze che MEdiaset utilizza ,pur essendo di proprieta' dello Stato,dapprima per grazia una tantum di "monetina "Craxi  quindi per intercessione del Babbo D'ALema (il principale pseudo oppositore berlusconico)  sono tassate con soltanto LEGGASI  BENE  l 1 %  (UNO PER CENTO  !!! )  del fatturato  di Mediaset.Quando Berlusconi si riferisce quindi alla  pressione fiscale  non  puo',non puo',non puo'  riferirsi certamente a quella che TARTASSA  con ben.. l' uno per cento il proprio fatturato  televisivo.DA cio' si puo' arguire che tale delibera favorisce inopinatamente ( ahi..a  saperlo prima)  l'imprenditore eccellente  Berlusconi,offrendogli sul piatto d'argento le gallina  con le uova d'oro.E che dire di rete  4 ,formidabilmente galleggiante ,viva e vegeta ,grazie ai continui escamotage  tratti fuori dal cilindro dei vari ministri destrorsi ,non ultimo Gasparri ,con la sua legge che neutralizza l'effetto  berlusconiamente e Fedelmente venefico della   MAmmi'.Con questi canoni e' ovvio che anch'io (il sottoscritto )diventerei il principale  contribuente nazionale.Offriamo allora a  Marchionne uno sgravio del cuneo fiscale portandolo all'UNO per cento:rimarrebbe  in  Italia o andrebbe  ancora in america o in SERBIA O In   Polonia?io credo di no.Ed ecco spiegato anche come un governo possa favorire di gran lunga il  lavoro (che comunque c'e' ) e una particolare attivita' imprenditoriale.Solo un   piccolo particolare :Berlusconi la applica a  se  stesso ,come dice  coloritamente un commentatore precedente "si e' autodeliberato ".

..ancora un ultimo commento a tra  poco..

Anonimo 03 agosto 2010   00:20

..errata corrige.. refuso ..leggasi :la destra ha governato quasi ininterrottamente  in questi 16 anni  ,e nei 20 appena trascorsi la sinistra ha avuto,  nei brevi periodi di GOVERNO,appena il tempo di correggere( sul serio )i conti pubblici (i posteri diranno se fu cosa buona) permettendo l'ingresso in  Europa,portando l'inflazione da due cifre decimali a livelli sotto 3.Adesso ovviamente abbiamo di nuovo sforato,ma in questo,oggettivamente,la responsabilita' non e' certo solo italiana...

Anonimo 03 agosto 2010   00:06

continuo ..per concludere l'aspetto  finaziario economico nel contesto europeo ,le sottopongo semplicemente il dato degli spread sul bund tedesco  offerti dai titoli italiani e spagnoli.L'Italia offre sui titoli del debito pubblico un premio di  circa 130 punti base(quasi  1,3 per cento in piu',e ,dato importante per sondare il sentiment all'estero riguardo all'economia del nostro paese , la Spagna offre soltanto 28 punti base in  piu' rispetto all'Italia !!! cioe' appena lo 0,2  0,3 %  !!!!come appare chiaro quindi ,l'Italia non offre poi chissa 'quali garanzie di stabilita' e di crescita(debole,frammentaria ,squilibrata).Possiamo dare tutte le rassicuarzioni del caso pero' a mio avviso un conto e' la propaganda un conto la situazione e le reali prospettive  della finanza e dell'economia.(Si badi che la destra governa non a caso  il paese da 16 anni sui 20 appena trascorsi )

..continuo con il problema del conflitto di interessi del Capo del governo Berlusconi..

Anonimo 02 agosto 2010   23:52
L'utente ha risposto al commento anonimo del 02 agosto 2010. Visualizza »

Come crede, volenteri attendo le sue argomentazioni, anche se non condivido già la sua impostazione sull'imbonitore Berlusconi, perchè urta milioni di italiani, suoi e miei connazionali, che lo votano e lo condividono. Naturalmente rispetterò le sue opinioni, ma le dirò le mie altrettanto liberamente.

Cordialità

Svevo

Gentmo Svevo,prima di tutto  grazie per la Sua cortese attenzione e  attesa.In  vita  ,lo sappiamo,non  possiamo  soltanto "commentare" ma anche "operare" pour vivre.Bene,ho soltanto un  po' rivangato alcuni dati che le  sottoporro' perche' Lei,la prego, possa  a  Sua  volta dare  un  parere e  una  lettura ,una  interpretazione per un gradito e gradevole spero confronto.Riprendo intanto una delle  Sue  prime  argomentazioni pro governo e pro Berlusconi :cioe' che noi dovremmo essere molto confortati dal parere  positivo che la stessa UE  da' alla manovra italiana per la  correzione del debito pubblico e  del  deficit pubblico.In  merito a  cio' ,a mio avviso ,la UE  non  ha  certamente  torto,e' ovvio il fatto che i tagli porteranno a una riduzione di deficit e debito.Ma  il  problema e' questo:la UE  ,mi sa,bada al "quantum" e  non  al " come ".Cioe' ,nella tempesta finanziaria l'UE da' importanza prima di tutto  alle  cifre,ai numeri per la solidita' prima finanziaria ,qindi economica ,e solo in un secondo momento alla sostanza e agli uomini che stanno  dietro ai numeri.LA cosiddetta  "ripresa"come gia' le accennavo in  precedente intervento,in  Italia e' stimolata  prima di tutto dalle maggiori esportazioni favorite da un euro debole  contro dollaro( 1,30 adesso,con picchi inferiori ,anche di 1,22/1,25  nei mesi peggiori della  crisi, contro 1,45  del periodo precrisi.)VEda i dati di Confindustria e dell'Istat,e  di Bankitalia sulla ripresa delle  attivita' produttive per regione e  nel dettaglio. I consumi e i redditi italiani sono invece ancora in grave depressione,nonostante i tassi sui i mutui ancora eccezionalmente bassi,la disoccupazione media nazionale ai massimi ,circa il 9 % ,con picchi addirittura del 25 /40 per cento al sud,specialmente se guardiamo alle fasce piu' giovani.Lei mi dira' tuttavia che in Spagna e addirittura in  Francia i dati  sulla  disoccupazione sono i  medesimi o addirittura peggiori,e ci troviamo alla  pari o quasi con la  Germania. E' vero.MA la  differenza vera allora e' nelle  prospettive di crescita.Per l'Italia la crescita PIL  e' prevista intorno a valori che danzano non certo brillantemente intorno all'unita' (1 per cento),e quando aggiungiamo o sottraiamo decimali Tremonti vorrebbe trasmetterci   i brividi per l'emozione.Lei ,da liberale,sostiene che un governo nazionale non puo' e forse non deve avere ruoli in tutto questo,ne' quindi responsabilita',scaricando implicitamente tutto  sulla  classe imprenditoriale e sui lacciuoli e freni della  legislazione sul lavoro (e sui sindacati  colpevoli di essere ipergarantisti nei confronti del  lavoratore ) priva di flessibilita' .Io invece sostengo di si,il governo ha e deve avere responsabilita' e molte .Innanzitutto  per la funzione e  il ruolo che la stessa Costituzione italiana assegna  alla tematica del lavoro e tramite questo ,allo sviluppo e alla  piena realizzazione  della  persona e della    famiglia,all'utilita' e al fine sociale dell'impresa .Quindi per il  ruolo e la funzione che la  stessa  Costituzione assegna  al governo e ai ministri(v articoli relativi ) .Poi perche' proprio a cominciare dagli ambiti  che lei stesso indica (la contrattazione ,il mondo sindacale,la formazione ,la ricerca,la politica dei redditi ,la tassazione , etc ) il governo (..e il  PArlamento,se non ne e' spogliato di fatto  con  il  ricorso a continue fiducie) hanno le  loro   prerogative riguardo alla  regolamentazione ,alla  dialettica  tra  le parti ,all'adozione di provvedimenti di stimolo e  di  programmazione per la  crescita nell'equita' (che non e' egualitarismo ,per carita' ma nemmeno stipendi e premi stellari per gli AD e da fame per gli operai che comunque costruiscono dalla base la ricchezza delle aziende ,delle imprese) .La prego di non ridurre tutto  questo alla  favola di Robin Hood che ruba ai ricchi per dare ai poveri.IO sono certo  di  sinistra ma non appartengo a Democrazia Proletaria(..non  c' e' piu', e  nemmeno il  comunismo vero..ne' in Cina,ne' in  Russia ,ne' a  Cuba..Rimane solo in  Corea del Nord....con buona pace di Berlusconi,che tra l'altro e' visceralmente amico di Putin ).Questi divari,forbici,sono certo ineliminabili e connaturati all'homo oeconomicus ,come Lei ben dice ,ma converra' ,spero ,nel giudicare che in  molti casi il troppo stroppia.Ricordera' tra l'altro che la recentissima crisi ha avuto origine proprio da un mercato iper liberale,deregolato reaganianamente ,privo dei necessari controlli,gonfiato proprio dalla corsa folle  dei vari super AD al gonfiaggio delle  quotazioni dell  proprie aziende onde ottenere remunerazioni e premi personali  stratosferici.LA bolla e' poi scoppiata,come era prevedibile. 

....pardon ...devo sospendere qualche minuto ..continuo tra breve.....

Anonimo 01 agosto 2010   22:27
L'utente ha risposto al commento anonimo del 01 agosto 2010. Visualizza »

Gentile Svevo

in questa cortese singolar tenzone  e' giusto preparare bene una  risposta,anche perche' ,mi permetta ,cogliendo il suo distinto e intelligenmte  modo di porre  argomenti,questioni,obiezioni,Lei fa sorgere in me il misterioso e focale interrogativo : come e' riuscito quell'astuto imbonitore di Berlusconi a far passare  nella mente  degli italiani tutta  questa positivita' riguardo alla sua immagine e  al  suo  operato ?

LE rispondero' a breve..

Cordialmente

 

Come crede, volenteri attendo le sue argomentazioni, anche se non condivido già la sua impostazione sull'imbonitore Berlusconi, perchè urta milioni di italiani, suoi e miei connazionali, che lo votano e lo condividono. Naturalmente rispetterò le sue opinioni, ma le dirò le mie altrettanto liberamente.

Cordialità

Svevo

Anonimo 01 agosto 2010   21:06
L'utente ha risposto al commento anonimo del 01 agosto 2010. Visualizza »

Veda signor Guglielmino, il Presidente Obama è andato a trovare Marchionne  in suolo americano esaltando la sua capacità imprenditoriale, ben consapevole che la logica della produzione industriale non può e non deve essere quella delle clientele e del sindacalismo politicizzato com'è stato in Italia da decenni, deformando il modello di sviluppo. Qui da noi un posto di precario diventa automaticamente il diritto a passare di ruolo e garantirsi una pensione, mentre invece dovrebbe stimolare ad intraprendere nuovi percorsi badando bene alla preparazione, alla formazione e alla competizione sul libero mercato del lavoro. Per questo, nella fase storica in cui viviamo, occorrono sempre più imprenditori come Silvio Berlusconi impegnati nella politica, e non professionisti  politicanti che hanno passato tutta la loro esistenza all'ombra dei palazzi con lauti stipendi. Con questa solfa del conflitto di interessi non si va da nessuna parte, si recita solo il copione della propaganda di sinistra che non ha argomentazioni, come dimostrano i fatti.

A cosa pensa lei quando parla di guida "forte e autorevole" dello Stato ? Pensa a qualche rivoluzione italiana o conosce qualcuno che possa garantirla più di quanto faccia il governo Berlusconi? Ci illumini, dica pure, faccia qualche esempio. Quanto ai processi, guardi che Berlusconi ne ha affrontati tantissimi e tutti finiti con assoluzione, magari quando avrà concluso la sua esperienza di governo e senza la caciara forcaiola attorno.

Le grandi riforme che stanno cambiando il volto dell'Italia, sia pure nel bel mezzo di una crisi economica globale, sono merito del governo Berlusconi, non sono cose astratte: il Federalismo, l'Università, la Sanità, la Giustizia.

Cerchiamo di stare coi piedi per terra.

Cordialità

Svevo

Gentile Svevo

in questa cortese singolar tenzone  e' giusto preparare bene una  risposta,anche perche' ,mi permetta ,cogliendo il suo distinto e intelligenmte  modo di porre  argomenti,questioni,obiezioni,Lei fa sorgere in me il misterioso e focale interrogativo : come e' riuscito quell'astuto imbonitore di Berlusconi a far passare  nella mente  degli italiani tutta  questa positivita' riguardo alla sua immagine e  al  suo  operato ?

LE rispondero' a breve..

Cordialmente

 

Anonimo 01 agosto 2010   14:18
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gent.le Svevo,mi spiace ma non concordo,valga per prima cosa il riferimento alla lotta all'evasione*Le pare lo scudo fiscale con  rientro dei capitali tassati solo al 5 per cento una misura di lotta all'evasione o non piuttosto un incentivo per le prossime occasioni di frodare il fisco ?le sembrano cosa seria i ripetuti condoni?
Non ritengo semplicistiche nè nuove le categorie ricco-povero,esistono e sono problema gia' 'evangelico',appunto per questo con esse dobbiamo misurarci perennemente. L'Italia nella sua vita sociale e persino l'economia-v struttura familiare della piccola media impresa-hanno forte connotazione solidaristico-familiare,altri paesi,basti fare un giro per l'europa hanno ormai smarrito per ragioni storico-economiche- socio-culturali questa caratterizzazione,specie la mitteleuropa e il nord. Infine , Marchionne per andare in Serbia e negli USA e' stato incentivato dai rispettivi governi,da noi l'interim post Scaiola dura da due mesi ormai.Insomma troppo liberismo non aiuta,occorre una guida dello stato forte e autorevole ,non autoritaria.Berlusconi affronti i processi ,faccia l'imprenditore,lasci la politica e il conflitto di interessi.cordialmente mario gugl

Veda signor Guglielmino, il Presidente Obama è andato a trovare Marchionne  in suolo americano esaltando la sua capacità imprenditoriale, ben consapevole che la logica della produzione industriale non può e non deve essere quella delle clientele e del sindacalismo politicizzato com'è stato in Italia da decenni, deformando il modello di sviluppo. Qui da noi un posto di precario diventa automaticamente il diritto a passare di ruolo e garantirsi una pensione, mentre invece dovrebbe stimolare ad intraprendere nuovi percorsi badando bene alla preparazione, alla formazione e alla competizione sul libero mercato del lavoro. Per questo, nella fase storica in cui viviamo, occorrono sempre più imprenditori come Silvio Berlusconi impegnati nella politica, e non professionisti  politicanti che hanno passato tutta la loro esistenza all'ombra dei palazzi con lauti stipendi. Con questa solfa del conflitto di interessi non si va da nessuna parte, si recita solo il copione della propaganda di sinistra che non ha argomentazioni, come dimostrano i fatti.

A cosa pensa lei quando parla di guida "forte e autorevole" dello Stato ? Pensa a qualche rivoluzione italiana o conosce qualcuno che possa garantirla più di quanto faccia il governo Berlusconi? Ci illumini, dica pure, faccia qualche esempio. Quanto ai processi, guardi che Berlusconi ne ha affrontati tantissimi e tutti finiti con assoluzione, magari quando avrà concluso la sua esperienza di governo e senza la caciara forcaiola attorno.

Le grandi riforme che stanno cambiando il volto dell'Italia, sia pure nel bel mezzo di una crisi economica globale, sono merito del governo Berlusconi, non sono cose astratte: il Federalismo, l'Università, la Sanità, la Giustizia.

Cerchiamo di stare coi piedi per terra.

Cordialità

Svevo

Anonimo 01 agosto 2010   14:01
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..Berlusconi primo contribuente..ah ah ah ..che barzelletta!..informarsi prego sulle vergognose agevolazioni e sconti fiscali che  si e' autodeliberato in occasione della concessione delle frequenze televisive.

Lei è del tutto disinformato, citi di quali "autodeliberazioni" si tratta, con date ed estremi prego....! Alle battute propagandistiche e barzellettare gli italiani responsabili non reagiscono come vorrebbero i cultori dell'antiberlusconismo. Se ne facciano una ragione. Vada a consultare l'elenco dei parlamentari e dica se non è vero che Berlusconi è in testa quale contribuente, così come in assoluto tra i contribuenti italiani. Quanto alle aziende Mediaset, non faccia finta di non aver capito l'antifona sui posti di lavoro che garantiscono. E poi, veda, è di gran lunga più valido un imprenditore in politica che i soliti mestieranti che hanno vissuto una vita intera tra i corridoi del palazzo.

Anonimo 01 agosto 2010   13:55
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...E che ne dite del processo Mediatrade per fondi neri e diritti televisivi ?

I processi non sono sentenze passate in giudicato, lo dimostramo il centinaio di processi fatti a Berlusconi e conclusisi con altrettante sentenze di assoluzione, o in qualche caso con la prescrizione (che non è una condanna). La cultura dei forcaioli non paga, è destinata a svanire.

Anonimo 31 luglio 2010   05:01
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..Berlusconi primo contribuente..ah ah ah ..che barzelletta!..informarsi prego sulle vergognose agevolazioni e sconti fiscali che  si e' autodeliberato in occasione della concessione delle frequenze televisive.

...E che ne dite del processo Mediatrade per fondi neri e diritti televisivi ?

Anonimo 31 luglio 2010   01:20

..Berlusconi primo contribuente..ah ah ah ..che barzelletta!..informarsi prego sulle vergognose agevolazioni e sconti fiscali che  si e' autodeliberato in occasione della concessione delle frequenze televisive.

Anonimo 30 luglio 2010   23:50
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Gentole Signor Guglielmino,

posso comprendere la sua posizione avversa a Minzolini, al Giornale, al TG4 di Fede e a tutta la cultura di centrodestra, nulla questio, ciascuno ha il pieno e inviolabile di diritto di esporre le proprie opinioni. Tuttavia, vorrà considerare che in un frangente così delicato e grave per la crisi economica globale che ci coinvolge, non si risolve con i luoghi comuni dell'italica virtù di arrangiarsi, l'azione di Governo si rivela sostanziale. Lo è nel bene, come riconoscono tutti i paesi della UE all'Italia del governo Berlusconi, o nel male come tutti riconoscono per la Grecia, la Spagna ed altri. Puntare il dito contro Berlusconi, Tremonti e gli altri anche sulle questioni di incapacità imprenditoriale, come se un governo nazionale fosse responsabile dei fallimenti, delle incapacità o dei limiti dei singoli gruppi industriali, è puro qualunquismo, un cliché abusato della propaganda di sinistra, demagogica e sterile. Cosa c'entra la conformazione del tessuto sociale scusi? Perchè lei conosce "conformazioni" socio-antropologiche profondamente diverse da quella italiana negli altri Paesi europei? Andiamo, smettiamola con i verbalismi di stampo culturaleggiante, l'epoca in cui la sinistra pretendeva di "fare più cultura" è tramontata da un pezzo e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Lei parla di poveri-ricchi e di forbice, come se scoprisse adesso l'acqua calda. In ogni società, da quelle di radice occidentale ai regimi dittatoriali, sotto ogni latitudine, comunismo compreso, ci sono e ci saranno sempre le divaricazioni, le sperequazioni e le cosiddette "forbici". D'altro veda caro signore, se volessimo pensare (semplicisticamente) ad una sorta di miracolo attraverso il quale venissero aboliti "i ricchi", cioè quelli capaci di investire e creare condizioni di lavoro, saremmo tutti più poveri e lo saremmo definitivamente.

Sono d'accordo con lei quando parla di lotta all'evasione, posizione sacrosanta in una società civile, ma non venga a dirmi che il Governo Berlusconi alimenta l'evasione o non la contrasta, perchè sarebbe un'affermazione gratuita, non fondata. Le misure introdotte per il contrasto all'evasione sono concrete e l'erario ha raggiunto risultati mai visti prima d'ora.

Ho intravisto qualche manifesto del tipo: "Berlusconi non subisce alcun danno dalla crisi" oppure "espropriamo i ricchi" (espropri proletari), affermazioni di puro qualunquismo, appunto.

Berlusconi è il primo contribuente italiano, proprio per la sua ricchezza e le tasse le paga tutte, non evade, perchè se avesse evaso sia pure qualche euro, la sinistra avrebbe riempito tonnellate di carta stampata. Inoltre, garantisce il lavoro a migliaia di famiglie italiane, cioè a dire che se non ci fossero le aziende create da lui, l'indice di povertà italiano sarebbe certo più grave.

Siamo tutti solidali con chi perde il lavoro, con gli operai di Termini Imerese e degli altri settori in crisi, ma cosa c'entra il governo nazionale? Le risulta forse che non ha fatto e non fa il possibile per giungere alle soluzioni? Sui tagli della manovra lei dice che ci sono cose discutibilissime. Sarà, ma dai risultati che vediamo proprio oggi (Istat) mi pare che i risultati comincino a vedersi in positivo, nonostante la crisi galoppante.

D'altro lato, se un Governo, qualunque esso fosse, riuscisse a fronteggiare una crisi così grande senza fare ricorso ad alcuna manovra e garantendo il pieno benessere a tutti, avrebbe davvero del miracoloso. Ma queste sono solo utopie.

Un cordiale saluto.

Svevo

gent.le Svevo,mi spiace ma non concordo,valga per prima cosa il riferimento alla lotta all'evasione*Le pare lo scudo fiscale con  rientro dei capitali tassati solo al 5 per cento una misura di lotta all'evasione o non piuttosto un incentivo per le prossime occasioni di frodare il fisco ?le sembrano cosa seria i ripetuti condoni?
Non ritengo semplicistiche nè nuove le categorie ricco-povero,esistono e sono problema gia' 'evangelico',appunto per questo con esse dobbiamo misurarci perennemente. L'Italia nella sua vita sociale e persino l'economia-v struttura familiare della piccola media impresa-hanno forte connotazione solidaristico-familiare,altri paesi,basti fare un giro per l'europa hanno ormai smarrito per ragioni storico-economiche- socio-culturali questa caratterizzazione,specie la mitteleuropa e il nord. Infine , Marchionne per andare in Serbia e negli USA e' stato incentivato dai rispettivi governi,da noi l'interim post Scaiola dura da due mesi ormai.Insomma troppo liberismo non aiuta,occorre una guida dello stato forte e autorevole ,non autoritaria.Berlusconi affronti i processi ,faccia l'imprenditore,lasci la politica e il conflitto di interessi.cordialmente mario gugl

Anonimo 30 luglio 2010   20:38
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E' d'uopo rispondere cortesemente anche al gentile  sig  Svevo (commento delle  17,39):

caro sig  Svevo, la sua  analisi della  situazione economica internazionale in relazione alle  risposte e  alle  soluzioni  date  dal governo Berlusconi  a  mio  avviso si  basa  semplicemente  sul  fatto  che  per  varie  ragioni fortunatamente noi,in quanto stato  italiano,non ci siamo trovati a dichiarare  default,e  quindi  Lei ,come  me ed  altri,non si e' trovato d'un tratto a  dover far la fila  alle  banche per salvare i propri risparmi dalla  vanificazione.Ma le assicuro che trattasi di una ben misera consolazione.Lei ben sa che l'unica cosa che ci ha salvati e' proprio la particolare conformazione del tessuto sociale italico basato sulla rete di rapporti  familiari di reciproco sostegno,nonche' la grossa propensione al risparmio delle  famiglie(le buone formichine..).La ripresa tanto agognata infatti  e'  gia'  arrivata :  ma leggendo bene i dati la ripresa riguarda la produttivita' trainata dalle  esportazioni e dalla  contestuale debolezza dell'euro che le  favorisce.Questo certamente  ne' Minzolini ne' Fede  al  tg 4 lo sottolineeranno.La cartina di tornasole della situazione italiana e' invece data proprio dal dato della  forbice tra i redditi (poveri-ricchi come ben affermato gia' in  precedenti commenti) ,forbice che si sperimenta  sul  campo non appena  si esce  fuori appunto dai  mercatini frequentati dai cronisti del tg4 ,crisi che si tocca  con  mano a partire dai dati nerissimi sulla  disoccupazione.Attenzione  inoltre  a ben  leggere i  dati  sulla  cassa  integrazione,senza farsi abbindolare da chimere.Porgo alla  sua  riflessione  alcuni eventi recenti  paradigmatici e significativi che certamente lei conosce: il licenziamento prospettato  dei lavoratori TELECOM, la chiusura dello  stabilimento  Fiat di  Termini Imerese,la problematica di  Pomigliano,la problematica dei lavoratori del polo chimico in  Sardegna (quelli  ormai dimenticati dalla  TV  di  regime dell' "Isola  dei  Cassintegrati dell'Asinara"),la crisi del tessile -dei calzaturifici-dei mobilifici in  VEneto  ,queste  e tante  altre problematiche ci dicono che il governo ha peccato in grave sottovalutazione della  situazione nonche' di ottimismo propagandistico.Lei stessa constatera' anche personalmente che i provvedimenti della  manovra da 25 miliardi sono da piu'  parte  avversati per l'iniquita' sottesa ad alcune discutibilissime forme di tagli.L'unica cosa sulla  quale quindi possiamo  convenire  e'  che  una manovra sia comunque necessaria.MA  anche questo,mi consenta ,e' discutibile e opinabile,in quanto basterebbe una politica di recupero dell'evasione fiscale seria,non all'acqua di rose, per ottenere il corrispondente di  ben  4  manovre  finanziarie come quella  attuale,a costo zero riguardo ai sacrifici richiesti ai cittadini.Alla  luce di tutto  questo ,ritengo assolutamente isufficiente l'apporto Berlusconiano o comunque del governo al risanamento post crisi.

Distinti saluti

Mario Guglielmino-palermo

Gentole Signor Guglielmino,

posso comprendere la sua posizione avversa a Minzolini, al Giornale, al TG4 di Fede e a tutta la cultura di centrodestra, nulla questio, ciascuno ha il pieno e inviolabile di diritto di esporre le proprie opinioni. Tuttavia, vorrà considerare che in un frangente così delicato e grave per la crisi economica globale che ci coinvolge, non si risolve con i luoghi comuni dell'italica virtù di arrangiarsi, l'azione di Governo si rivela sostanziale. Lo è nel bene, come riconoscono tutti i paesi della UE all'Italia del governo Berlusconi, o nel male come tutti riconoscono per la Grecia, la Spagna ed altri. Puntare il dito contro Berlusconi, Tremonti e gli altri anche sulle questioni di incapacità imprenditoriale, come se un governo nazionale fosse responsabile dei fallimenti, delle incapacità o dei limiti dei singoli gruppi industriali, è puro qualunquismo, un cliché abusato della propaganda di sinistra, demagogica e sterile. Cosa c'entra la conformazione del tessuto sociale scusi? Perchè lei conosce "conformazioni" socio-antropologiche profondamente diverse da quella italiana negli altri Paesi europei? Andiamo, smettiamola con i verbalismi di stampo culturaleggiante, l'epoca in cui la sinistra pretendeva di "fare più cultura" è tramontata da un pezzo e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Lei parla di poveri-ricchi e di forbice, come se scoprisse adesso l'acqua calda. In ogni società, da quelle di radice occidentale ai regimi dittatoriali, sotto ogni latitudine, comunismo compreso, ci sono e ci saranno sempre le divaricazioni, le sperequazioni e le cosiddette "forbici". D'altro veda caro signore, se volessimo pensare (semplicisticamente) ad una sorta di miracolo attraverso il quale venissero aboliti "i ricchi", cioè quelli capaci di investire e creare condizioni di lavoro, saremmo tutti più poveri e lo saremmo definitivamente.

Sono d'accordo con lei quando parla di lotta all'evasione, posizione sacrosanta in una società civile, ma non venga a dirmi che il Governo Berlusconi alimenta l'evasione o non la contrasta, perchè sarebbe un'affermazione gratuita, non fondata. Le misure introdotte per il contrasto all'evasione sono concrete e l'erario ha raggiunto risultati mai visti prima d'ora.

Ho intravisto qualche manifesto del tipo: "Berlusconi non subisce alcun danno dalla crisi" oppure "espropriamo i ricchi" (espropri proletari), affermazioni di puro qualunquismo, appunto.

Berlusconi è il primo contribuente italiano, proprio per la sua ricchezza e le tasse le paga tutte, non evade, perchè se avesse evaso sia pure qualche euro, la sinistra avrebbe riempito tonnellate di carta stampata. Inoltre, garantisce il lavoro a migliaia di famiglie italiane, cioè a dire che se non ci fossero le aziende create da lui, l'indice di povertà italiano sarebbe certo più grave.

Siamo tutti solidali con chi perde il lavoro, con gli operai di Termini Imerese e degli altri settori in crisi, ma cosa c'entra il governo nazionale? Le risulta forse che non ha fatto e non fa il possibile per giungere alle soluzioni? Sui tagli della manovra lei dice che ci sono cose discutibilissime. Sarà, ma dai risultati che vediamo proprio oggi (Istat) mi pare che i risultati comincino a vedersi in positivo, nonostante la crisi galoppante.

D'altro lato, se un Governo, qualunque esso fosse, riuscisse a fronteggiare una crisi così grande senza fare ricorso ad alcuna manovra e garantendo il pieno benessere a tutti, avrebbe davvero del miracoloso. Ma queste sono solo utopie.

Un cordiale saluto.

Svevo

Anonimo 30 luglio 2010   19:22
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Caro signore, rispetto naturalmente la sua opinione ma avrà la cortesia di ascoltare anche quella degli altri, abbia pazienza. La sua affermazione che la maggioranza degli italiani sia fatta da quaquaraquà per essere dalla parte di Silvio Berlusconi, cade nel paradosso, trasuda sicumera e pregiudizio. La politica del Governo Berlusconi, pur imponendo agli italiani gravosi sacrifici, sta garantendo al nostro Paese la stabilità, sottraendolo al baratro del fallimento e della caduta verticale com'è stato per la Grecia. La correttezza di questa politica ci viene riconosciuta dalla UE e dal mondo intero, probabilmente lei non è attento allo scenario internazionale e ha tendenze verso il gossip. A quali Paesi penserebbe lei per il futuro dei suoi figli? Faccia qualche esempio per favore. Lei afferma cose che non stanno nè in cielo nè in terra allorquando punta il dito verso una "anima mafiosa" di Forza Italia ieri e del Pdl oggi, dal momento che mai nella nostra storia repubblicana si è registrata una lotta alla mafia così efficace come quella odierna, grazie al Governo Berlusconi. Vada a leggersi i numeri, le statistiche. Quanto alla cosiddetta "legalità", è arrivato il momento di rinnovare profondamente questa nostra Italia sottraendola al becero moralismo di quanti intendono la legalità come la conservazione delle caste e l'uso strumentale della giustizia. La legalità è un fatto di civiltà e di cultura, non è una riserva di caccia.

Certo, sono d'accordo con lei nella legittima preoccupazione per il futuro, ma nel senso più globale del termine, non certo addossando responsabilità o colpe al governo attuale e tanto meno a Silvio Berlusconi. Questa sua battuta che i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri scade nel qualunquismo, qualcuno potrebbe dirle che giusto oggi si sono viste file di migliaia di ragazzi dietro i negozi per non perdersi la gioia di acquistare il nuovo iPhone a colpi di 800 euro a pezzo, che i villaggi vacanze sono strapieni di gente, italiani soprattutto, che i ristoranti, gli aeroporti, le stazioni, le metropolitane sono ingolfati. Vorrà dire che siamo ricchi e ce la passiamo bene...? No di certo, ma non pretendiamo di affermare nemmeno che questo è un paese ridotto in miseria. Stiamo affrontando una crisi economica globale e lo stiamo facendo molto bene, cerchiamo di essere più attenti e responsabili nel nostro dire. E soprattutto, non offenda la maggioranza degli italiani, questo non è un paese di quaquaraquà. Non mancano, certamente, io li vedo per esempio in quelli che nella scena politica non fanno altro che parlare a forza di slogan e luoghi comuni, senza mai dire cosa sarebbero capaci di fare loro. D'altronde cosa sono capaci di fare lo abbiamo visto abbondantemente.

Vengo a Fini. A mio modesto avviso si è giocato semplicemente la stima che gli italiani avevano in lui, tradendo la sua stessa storia personale, il suo ruolo istituzionale e la sua appartenenza politica. Il Pdl ha fatto benissimo a liberarsi di un peso, di uno sterile e strumentale contraddittorio interno. Vada pure per la sua strada, vedremo cosa sarà capace di fare con personaggi dello spessore politico di Bocchino, Briguglio e Granata. Ma mi permetta di dubitare in un miracolo della politica finiana. Inoltre, restando ancora sulla poltrona di Presidente della Camera, umilia le Istituzioni e contraddici le regole della democrazia, in quanto se occupa quel posto non è certo per virtù divina, ma perchè lo ha voluto il suo ex partito politico.

Ho espresso altrettanto liberamente la mia opinione, spero non le dispiaccia.

Saluti cordiali.

Svevo

E' d'uopo rispondere cortesemente anche al gentile  sig  Svevo (commento delle  17,39):

caro sig  Svevo, la sua  analisi della  situazione economica internazionale in relazione alle  risposte e  alle  soluzioni  date  dal governo Berlusconi  a  mio  avviso si  basa  semplicemente  sul  fatto  che  per  varie  ragioni fortunatamente noi,in quanto stato  italiano,non ci siamo trovati a dichiarare  default,e  quindi  Lei ,come  me ed  altri,non si e' trovato d'un tratto a  dover far la fila  alle  banche per salvare i propri risparmi dalla  vanificazione.Ma le assicuro che trattasi di una ben misera consolazione.Lei ben sa che l'unica cosa che ci ha salvati e' proprio la particolare conformazione del tessuto sociale italico basato sulla rete di rapporti  familiari di reciproco sostegno,nonche' la grossa propensione al risparmio delle  famiglie(le buone formichine..).La ripresa tanto agognata infatti  e'  gia'  arrivata :  ma leggendo bene i dati la ripresa riguarda la produttivita' trainata dalle  esportazioni e dalla  contestuale debolezza dell'euro che le  favorisce.Questo certamente  ne' Minzolini ne' Fede  al  tg 4 lo sottolineeranno.La cartina di tornasole della situazione italiana e' invece data proprio dal dato della  forbice tra i redditi (poveri-ricchi come ben affermato gia' in  precedenti commenti) ,forbice che si sperimenta  sul  campo non appena  si esce  fuori appunto dai  mercatini frequentati dai cronisti del tg4 ,crisi che si tocca  con  mano a partire dai dati nerissimi sulla  disoccupazione.Attenzione  inoltre  a ben  leggere i  dati  sulla  cassa  integrazione,senza farsi abbindolare da chimere.Porgo alla  sua  riflessione  alcuni eventi recenti  paradigmatici e significativi che certamente lei conosce: il licenziamento prospettato  dei lavoratori TELECOM, la chiusura dello  stabilimento  Fiat di  Termini Imerese,la problematica di  Pomigliano,la problematica dei lavoratori del polo chimico in  Sardegna (quelli  ormai dimenticati dalla  TV  di  regime dell' "Isola  dei  Cassintegrati dell'Asinara"),la crisi del tessile -dei calzaturifici-dei mobilifici in  VEneto  ,queste  e tante  altre problematiche ci dicono che il governo ha peccato in grave sottovalutazione della  situazione nonche' di ottimismo propagandistico.Lei stessa constatera' anche personalmente che i provvedimenti della  manovra da 25 miliardi sono da piu'  parte  avversati per l'iniquita' sottesa ad alcune discutibilissime forme di tagli.L'unica cosa sulla  quale quindi possiamo  convenire  e'  che  una manovra sia comunque necessaria.MA  anche questo,mi consenta ,e' discutibile e opinabile,in quanto basterebbe una politica di recupero dell'evasione fiscale seria,non all'acqua di rose, per ottenere il corrispondente di  ben  4  manovre  finanziarie come quella  attuale,a costo zero riguardo ai sacrifici richiesti ai cittadini.Alla  luce di tutto  questo ,ritengo assolutamente isufficiente l'apporto Berlusconiano o comunque del governo al risanamento post crisi.

Distinti saluti

Mario Guglielmino-palermo

Anonimo 30 luglio 2010   17:49
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Al gentile commentatore precedente:

Ho  gia' letto,per necessaria documentazione,Le assicuro ben prima del Suo commento delle  15,27 ,l'articolo del Giornale.Se con questo Lei desidera far passare  il  messaggio che anche Fini ha le sue magagne io Le rispondero' con due ordini di argomentazioni, (1)una di ordine generale e (2) una nel merito:

1)  non Le diro' certo che Fini e' un santo,ma almeno quest'uomo  non mira a frantumare e smembrare  l'architettura e l'ordine costituzionale esclusivamente (e  sottolineo ESCLUSIVAMENTE) per i propri interessi , peraltro attinenti  soprattutto (e  sottolineo SOPRATTUTTO) ai guai giudiziari, al contrario di quanto sta invece facendo il ben conosciuto fratello dell'editore del Giornale e  leader del principale partito di maggioranza relativa..E non si venga a ciarlare di improbabili complotti  e persecuzioni pluriennali della  magistratura rossa.La magistratura persegue rossi e neri,senza differenze,lo abbiamo  visto in tante occasioni,essa vede i reati o ,cosi' come deve essere ,indaga su fondati sospetti di reato (vedi Emilia Romagna  e a  Bologna-cioe' in casa  del " ladro rosso"-  o  in  Abruzzo  con DEl  Turco,o  caso eclatante, con  MAstella  durante il governo Prodi causandone la caduta) . Un  po'  di  rispetto  per  chi  fa  con  onesta',imparzialita' e dovizia il proprio lavoro.C'e' da rimanere allibiti e indignati per la meno che scadente considerazione  verso le  istituzioni democratiche e il  clima  di  sospetto e denigrazione delle  stesse portato avanti proprio dai pidiellini.Un  conto e' il garantismo e un  conto la pretesa di impunita'.Un conto e' essere semplicemente  indagati,un conto e' ascoltare serie interminabili di intercettazioni ove i protagonisti non recitano di certo e affermano cose per le  quali non occorre attendere  la  Cassazione  per  dire  che  stanno tramando reati .SE a casa  Sua qualcuno sta forzando la porta  Lei non attendera' che prendano anche i  gioielli ,ma chiamera' anzitempo le forze dell'ordine.E questi disegni criminosi ,per quanto poi non si riescano a concretizzarsi  ,politicamente  hanno  un  grave  peso.Allora anche i  terroristi  o i  mafiosi che non  riescono a portare a termine una loro programmata  azione delittuosa dovrebbero  per  questo essere  scusati.A  MENO CHE NON SI  VOGLIA SOSTENERE   CHE  GOVERNARE  SIGNIFICA IN ULTIMA ANALISI COORDINARE UN POPOLO DI MASCALZONI E LE LORO  MASCALZONATE.

2) leggendo l'articolo nel merito ,lo dico del tutto  francamente e senza preclusioni di sorta (Le  ripeto , FIni  non  e'  un  santo),non  capisco e non  colgo altro che affermazioni non provate,  allusioni,insinuazioni ,sullo stile dell'ignobile  velinaggio Feltriano che ormai e' il nuovo corso di colui che fu (FU) uno dei migliori giornalisti d'attacco  italiani ai tempi di mani pulite.Insomma ancora una BOFFATA ,mi consenta .La differenza tra Il giornale e Repubblica, ad esempio , e' proprio nella "sostanziazione "delle fonti (fondamentali per il  giornalismo).Se la Gdf si interessera' del caso, vedremo.Comunque e' questione interna ad AN (ex) e  nulla  c'entra ad esempio con il caso Scaiola,ove i soldi impiegati erano francamente ed evidentemente connessi a mala gestione  di  appalti pubblici .

Distinti saluti

Mario guglielmino .palermo

Anonimo 30 luglio 2010   17:39
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Ma il POPOLO ITALIANO esiste ancorà? Sembrerebbe di sì se si considera che lo Stato c'è con tutte i suoi apparati e le istituzioni, magari guidati da personaggi senza scrupoli, intenti a difendere con ogni mezzo il potere sottratto alla volontà popolare con una legge elettorale da paese del terzo mondo. Ciò che è scomparso dalla scena politica italiana è la dignità! Siamo praticamente allo sbando, quasi come alla fine della seconda guerra mondiale, ovviamente metaforicamente, quando il POPOLO ITALIANO non sapeva da chi era governato.

Non sono mai stato un uomo di sinistra, non mi riconosco nelle scelte e nelle strategie politiche dell'opposizione a Berlusconi, ma affermo con forza che non posso essere rappresentato da un uomo che si è arrampicato verso il potere utilizzando ogni mezzo, lecito ed illecito. L'esempio del premier è stato seguito pedissequamente dai "quaqquaraquà" che lo sostengono. Mi vergogno quando penso che ho contribuito con il mio voto all'affermazione dell'attuale maggioranza, illuso che nonostante l'anima mafiosa di FORZA ITALIA, il PdL potesse rappresentare la volontà di rompere con il passato poco trasparente e come una ventata di aria nuova "moralizzatrice" premiasse l'onestà e la laboriosità dei cittadini riconoscendo loro la assoluta parità, senza particolari distinzioni tra ricchi e poveri.

Constato invece che nel giro di pochi anni i ricchi sono sempre più ricchi ed i poveri sono sempre più numerosi (ndr. se si è poveri non si può diventare più poveri!); i ricchi sono sempre più protagonisti di evasioni e truffe, sicuri dell'impunità garantita dalla politica del premier che fa di tutto per screditare la Giustizia attraverso attacchi mediatici alla Magistratura. Assistiamo evidentemente allo scontro violento tra i poteri dello Stato.

I miei figli, disorientati, sognano di andare a vivere in altri paesi dove la legalità è garantita; io e mia moglie, dopo una vita di lavoro eseguito con dedizione e serietà, non abbiamo alcuna certezza di poter andare in pensione con la garanzia di una vita dignitosa... Mi chiedo allora: PER QUANTO TEMPO DOBBIAMO CONTINUARE A FARCI DEL MALE?

Berlusconi è solo un uomo, potente quanto volete, ma solo un uomo che presto si dovrà fare da parte perchè nessuno è eterno. Lo stesso vale per qualunque altro leader. Quindi chi ci guida adesso è solo un uomo. Possibile che fra più di 60.000.000 di italiani non esiste un leader che ci possa guidare meglio di quanto ha fatto Berlusconi? Non riesco a comprendere, forse si tratta solo di un mio limite, ma perchè ciò che sostiene Fini è da condannare? Se Berlusconi e i suoi "quaqquaraquà" lo attaccano così aspramente non sarà perchè lo temono? Magari temono l'eventuale azione moralizzatrice che potrebbe innescarsi se il pensiero finaiano prendesse il sopravvento.

paolo.maldini@katamail.com

Caro signore, rispetto naturalmente la sua opinione ma avrà la cortesia di ascoltare anche quella degli altri, abbia pazienza. La sua affermazione che la maggioranza degli italiani sia fatta da quaquaraquà per essere dalla parte di Silvio Berlusconi, cade nel paradosso, trasuda sicumera e pregiudizio. La politica del Governo Berlusconi, pur imponendo agli italiani gravosi sacrifici, sta garantendo al nostro Paese la stabilità, sottraendolo al baratro del fallimento e della caduta verticale com'è stato per la Grecia. La correttezza di questa politica ci viene riconosciuta dalla UE e dal mondo intero, probabilmente lei non è attento allo scenario internazionale e ha tendenze verso il gossip. A quali Paesi penserebbe lei per il futuro dei suoi figli? Faccia qualche esempio per favore. Lei afferma cose che non stanno nè in cielo nè in terra allorquando punta il dito verso una "anima mafiosa" di Forza Italia ieri e del Pdl oggi, dal momento che mai nella nostra storia repubblicana si è registrata una lotta alla mafia così efficace come quella odierna, grazie al Governo Berlusconi. Vada a leggersi i numeri, le statistiche. Quanto alla cosiddetta "legalità", è arrivato il momento di rinnovare profondamente questa nostra Italia sottraendola al becero moralismo di quanti intendono la legalità come la conservazione delle caste e l'uso strumentale della giustizia. La legalità è un fatto di civiltà e di cultura, non è una riserva di caccia.

Certo, sono d'accordo con lei nella legittima preoccupazione per il futuro, ma nel senso più globale del termine, non certo addossando responsabilità o colpe al governo attuale e tanto meno a Silvio Berlusconi. Questa sua battuta che i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri scade nel qualunquismo, qualcuno potrebbe dirle che giusto oggi si sono viste file di migliaia di ragazzi dietro i negozi per non perdersi la gioia di acquistare il nuovo iPhone a colpi di 800 euro a pezzo, che i villaggi vacanze sono strapieni di gente, italiani soprattutto, che i ristoranti, gli aeroporti, le stazioni, le metropolitane sono ingolfati. Vorrà dire che siamo ricchi e ce la passiamo bene...? No di certo, ma non pretendiamo di affermare nemmeno che questo è un paese ridotto in miseria. Stiamo affrontando una crisi economica globale e lo stiamo facendo molto bene, cerchiamo di essere più attenti e responsabili nel nostro dire. E soprattutto, non offenda la maggioranza degli italiani, questo non è un paese di quaquaraquà. Non mancano, certamente, io li vedo per esempio in quelli che nella scena politica non fanno altro che parlare a forza di slogan e luoghi comuni, senza mai dire cosa sarebbero capaci di fare loro. D'altronde cosa sono capaci di fare lo abbiamo visto abbondantemente.

Vengo a Fini. A mio modesto avviso si è giocato semplicemente la stima che gli italiani avevano in lui, tradendo la sua stessa storia personale, il suo ruolo istituzionale e la sua appartenenza politica. Il Pdl ha fatto benissimo a liberarsi di un peso, di uno sterile e strumentale contraddittorio interno. Vada pure per la sua strada, vedremo cosa sarà capace di fare con personaggi dello spessore politico di Bocchino, Briguglio e Granata. Ma mi permetta di dubitare in un miracolo della politica finiana. Inoltre, restando ancora sulla poltrona di Presidente della Camera, umilia le Istituzioni e contraddici le regole della democrazia, in quanto se occupa quel posto non è certo per virtù divina, ma perchè lo ha voluto il suo ex partito politico.

Ho espresso altrettanto liberamente la mia opinione, spero non le dispiaccia.

Saluti cordiali.

Svevo

Anonimo 30 luglio 2010   15:27
L'utente ha risposto al commento anonimo del 30 luglio 2010. Visualizza »

Fini ha ragione ! non si puo' stare accanto a chi sbandiera privacy e garantismo solo per coprire evidentissime malefatte (LE INTERCETTAZIONI NON SONO  RECITE TRA ATTORI ) . Non si puo' difendere l'indifendibile attendendo la Cassazione mentre in  Italia ci sono tante situazioni  come quelle  descritte dall'appello del sig MAldini (che sottoscrivo in  pieno)Ai berlusconiani dico :non  siamo  ottusi,prego .

Consiglierei questa lettura per iniziare a difendere l'indifendibile!

 

http://www.ilgiornale.it/interni/la_casa_montecarlo__i_conti_2_societa_estere/30-07-2010/articolo-id=464260-page=0-comments=1
 

Anonimo 30 luglio 2010   10:24

Fini ha ragione ! non si puo' stare accanto a chi sbandiera privacy e garantismo solo per coprire evidentissime malefatte (LE INTERCETTAZIONI NON SONO  RECITE TRA ATTORI ) . Non si puo' difendere l'indifendibile attendendo la Cassazione mentre in  Italia ci sono tante situazioni  come quelle  descritte dall'appello del sig MAldini (che sottoscrivo in  pieno)Ai berlusconiani dico :non  siamo  ottusi,prego .

Anonimo 30 luglio 2010   09:48

si respira un'atmosfera da Gulag all'interno del c.d. 'popolo delle libertà'...altrokè partito dall'antica tradizione liberale quanto a Fini (i finiani sono ancora tutti da fondare e da rivedere alla prova dei fatti politici...), la sua più evidente trasgressione sta nell'aver reinventato (coscientemente o meno, resta tutto da vedere) il ruolo istitituzionale di Presidente della Camera: politica cmq vecchia, visto che il trend (Bossi docet) è ormai quello della Camera Unica e parlamentini regionali vv. ps. dalla conferenza stampa di oggi comincia il bello.....sintonizziamoci e stiamo a vedere ke succederà

Anonimo 30 luglio 2010   09:15

Ma il POPOLO ITALIANO esiste ancorà? Sembrerebbe di sì se si considera che lo Stato c'è con tutte i suoi apparati e le istituzioni, magari guidati da personaggi senza scrupoli, intenti a difendere con ogni mezzo il potere sottratto alla volontà popolare con una legge elettorale da paese del terzo mondo. Ciò che è scomparso dalla scena politica italiana è la dignità! Siamo praticamente allo sbando, quasi come alla fine della seconda guerra mondiale, ovviamente metaforicamente, quando il POPOLO ITALIANO non sapeva da chi era governato.

Non sono mai stato un uomo di sinistra, non mi riconosco nelle scelte e nelle strategie politiche dell'opposizione a Berlusconi, ma affermo con forza che non posso essere rappresentato da un uomo che si è arrampicato verso il potere utilizzando ogni mezzo, lecito ed illecito. L'esempio del premier è stato seguito pedissequamente dai "quaqquaraquà" che lo sostengono. Mi vergogno quando penso che ho contribuito con il mio voto all'affermazione dell'attuale maggioranza, illuso che nonostante l'anima mafiosa di FORZA ITALIA, il PdL potesse rappresentare la volontà di rompere con il passato poco trasparente e come una ventata di aria nuova "moralizzatrice" premiasse l'onestà e la laboriosità dei cittadini riconoscendo loro la assoluta parità, senza particolari distinzioni tra ricchi e poveri.

Constato invece che nel giro di pochi anni i ricchi sono sempre più ricchi ed i poveri sono sempre più numerosi (ndr. se si è poveri non si può diventare più poveri!); i ricchi sono sempre più protagonisti di evasioni e truffe, sicuri dell'impunità garantita dalla politica del premier che fa di tutto per screditare la Giustizia attraverso attacchi mediatici alla Magistratura. Assistiamo evidentemente allo scontro violento tra i poteri dello Stato.

I miei figli, disorientati, sognano di andare a vivere in altri paesi dove la legalità è garantita; io e mia moglie, dopo una vita di lavoro eseguito con dedizione e serietà, non abbiamo alcuna certezza di poter andare in pensione con la garanzia di una vita dignitosa... Mi chiedo allora: PER QUANTO TEMPO DOBBIAMO CONTINUARE A FARCI DEL MALE?

Berlusconi è solo un uomo, potente quanto volete, ma solo un uomo che presto si dovrà fare da parte perchè nessuno è eterno. Lo stesso vale per qualunque altro leader. Quindi chi ci guida adesso è solo un uomo. Possibile che fra più di 60.000.000 di italiani non esiste un leader che ci possa guidare meglio di quanto ha fatto Berlusconi? Non riesco a comprendere, forse si tratta solo di un mio limite, ma perchè ciò che sostiene Fini è da condannare? Se Berlusconi e i suoi "quaqquaraquà" lo attaccano così aspramente non sarà perchè lo temono? Magari temono l'eventuale azione moralizzatrice che potrebbe innescarsi se il pensiero finaiano prendesse il sopravvento.

paolo.maldini@katamail.com

Anonimo 30 luglio 2010   07:42

giusto fare così.

Di  Fini  non  se ne poteva più

Anonimo 30 luglio 2010   00:47

Berlusca ,nella  sua  mania  di  onnipotenza ,crede  di  poter  relazionarsi  con  Fini  cosi'  come  con  la  D'Addario. E  chiede  persino  che  lui  lasci  la  presidenza  della  CAmera. Fini  risponde  : in  medio  (nel  dito)  stat  virtus,ombrello  compreso

Anonimo 30 luglio 2010   00:17

Era normale che in un cosidetto partito comandato da Berlusconi e compagni di merende, chiunque parlasse di politica vera, di legalità e di garantire la giustizia fosse trattato da criminale...............

Anonimo 29 luglio 2010   23:35

 ah....finalmente

Anonimo 29 luglio 2010   23:14

Hanno avuto il benservito, Fini e i suoi fedelissimi. Non poteva esserci altro epilogo se non quello della coerenza politica e di partito. La martellante azione di contrasto esercitata da Fini, ben oltre il suo ruolo istituzionale super partes, doveva trovare una conclusione logica. Ambiguità politica, lotta interna, trasversalismo, arroganza, avevano finito col pregiudicare la linea di partito e di Governo, creando confusione e sbandamento nell'elettorato Pdl.

Ora Fini dovrebbe dimettersi da Presidente della Camera e scendere nuovamente in politica, una bella corsa indietro. Da questo momento, ogni contromossa dei finiani contro il Pdl e contro il Governo sarà pienamente legittima e autonoma, ma di nebulosa prospettiva.

Paradossalmente, Fini e la sinistra hanno solo un denominatore comune: l'antiberlusconismo viscerale. Se sono vere le dichiarazioni da parte finiana con le quali si vuole comunque rispettare il patto con gli elettori e il programma di Governo, bhè allora c'è da chiedersi se valeva la pena strappare, bastava dire la propria opinione all'interno del Pdl e rimettersi democraticamente alla maggioranza. Se Fini vuol rimanere incollato alla poltrona di Presidente della Camera e affidare un nuovo soggetto politico a persone come Bocchino, Briguglio e Granata... faccia pure con comodo, ma i risultati saranno con ogni probabilità ancor più amari.

Svevo

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