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Fini e Berlusconi sul ring, escono i secondi
e il match si fa più duro. Separazione inevitabile

08 luglio 2010 09:12
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Non ci sono più freni inibitori, non c’è cautela, e pare che le parti in causa abbiano una sola volontà comune, quella di tagliarsi i ponti alle spalle. Non torneranno indietro, questo appare assai probabile, c’è piuttosto una guerra di posizione per arrivare all’appuntamento nelle migliore posizione, facendosi capire dall’opinione pubblica.


Fini vuole che prevalgano gli argomenti piuttosto che le diversità caratteriali in maniera da dare respiro alla sue linea politica ed essere così capito. Al contrario, i portavoce di Berlusconi, offrono un quadro completamente opposto e tendono a dare di Fini la versione di un uomo geloso delle prerogative del premier ed impegnato, a causa delle sue frustrazioni, a demolirne la figura politica. Solo per questa ragione, spiegano, Fini ha espresso costantemente il proprio dissenso sulle scelte del presidente del Consiglio.


Fini non vuole accettare il ruolo di leader carismatico di Berlusconi, ha fatto di tutto per cancellare il suo carisma. L’accusa è del vicepresidente del gruppo parlamentare alla Camera, Quagliarello.


Italo Bocchino avverte, dal canto suo, che in caso di separazione, consensuale o meno, ci saranno sorprese. Quali siano non lo anticipa, ma dovrebbe trattarsi di grossi personaggi che aspettano la definizione della querelle per fare la loro scelta. Naturalmente a fianco di Fini. E non si tratterebbe di shopping, perché questa è un’abitudine che viene addebitata al premier, accusato di avere chiamato i finiani uno per uno a Palazzo Grazioli.


"Nel caso in cui, ma mi auguro non avvenga, ci fosse una separazione definitiva tra Fini e Barlusconi forse ci potrebbero essere delle sorprese'', ha detto Italo Bocchino nel corso del programma 'In onda' in diretta su La7. Spero che non partano le campagne acquisti -prosegue Bocchino- ma ci sono delle campagne di posizionamento. C'è qualcuno che vuole forzare il posizionamento e qualcun altro che attende. C'è molta gente al momento coperta che invece è in grande sintonia con il lavoro che noi stiamo facendo non per distruggere, ma per fare del Pdl un partito che sia capace di sopravvivere al berlusconismo. Questa è la vera differenza tra noi e la maggioranza''.


"I capi dovrebbero parlare con i capi. Fosse pure l'ultimo faccia a faccia, ma si vedano, Berlusconi e Fini. Un decisivo confronto finale, per ricostruire l'unità o per separarsi consensualmente, per dirla con Cicchitto". Sostiene a La Repubblica Carmelo Briguglio ribadendo che i finiani chiedono con forza un confronto con Berlusconi, e criticano "un modo di procedere che non è da grande partito democratico occidentale". Il riferimento è alla riunione di ieri a palazzo Grazioli: "Il patto -osserva Briguglio- non prevedeva che si sarebbe dovuta riunire ogni 15 giorni la Direzione nazionale? E il Consiglio nazionale mai convocato? E che dire del congresso del Pdl, che avevano promesso di indire in tempi brevi? Nulla. Solo vertici informali, discussioni private, riunioni di correnti, tutte riconducibili al presidente del Consiglio".


"Sembra di assistere -sottolinea l'esponente finiano- ad una sorta di dramma politico. Animato da molte tensioni. Si avverte il rischio di una perdita di lucidità politica. Convocare una corrente per attaccare altre correnti significa alimentare una frattura. Si è trattato di un errore politico".


L’altra campana non è affatto da meno. Tra Berlusconi e Fini "c'è una differenza che si approfondisce sempre di più sui principi, sulla concezione del partito e sul rapporto tra il partito e le istituzioni. Queste differenze, se non verranno contraddette con atti conseguenti, hanno come sbocco obbligatorio il divorzio". Lo dice, in una intervista a Libero, il vicepresidente dei senatori del Pdl Gaetano Quagliariello, che aggiunge di non credere che un accordo possa arrivare "attraverso una burocratica trattativa: proprio i giorni in cui le trattative si sono svolte -sottolinea- sono quelli in cui il dissenso da parte dei finiani ha scalato il picco".


Ed è "diabolico anche solo pensare che i due si siedano ad un tavolo e stilino un freddo contratto di separazione, quasi fosse l'accordo tra Jacqueline e Onassis. Questa vicenda -afferma Quagliariello- ha una sua carica drammatica. C'è chi si sta impegnando con proposte di questo tipo per trasformare il dramma in commedia, o persino in farsa".


"Non si tratta -rileva Quagliariello- di esercitare una prova muscolare né di sbattere la porta in faccia a nessuno. Berlusconi, come sta facendo in questi giorni, eserciterà con forza la sua leadership. Si assumerà la responsabilità della situazione, anche forzando gli avvenimenti. Questo vuol dire essere un leader carismatico, cosa che Fini non ha mai voluto accettare. Ha esercitato il ruolo di cofondatore solo volendo comprimere o persino annullare il carisma di Berlusconi".
 

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Anonimo 09 luglio 2010   11:43
L'utente ha risposto al commento anonimo del 09 luglio 2010. Visualizza »

 Quaglieriello chi?ah si...quello che su La7 ha detto "per me va bene se Dell'Utri (Senatore della Repubblica) ha Mangano (boss mafioso) come suo personale eroe".

Sempre attenti a essere serlili e ligi all'onnipotente.

Evviva l'italiano pensante e libero

Anonimo 09 luglio 2010   09:31

Fini deve tutto al Berlusca e si sta comportando come il vero politicante all'italiana,roba da PD.E' tutto un distinguo,un puntualizzare un dissertare a vuoto stile Follini.L'unico leader della destra é Berlusconi.Speriamo che Fini si aggreghi a Casini (un nome un destino) e Rutelli per creare un'opposizione moderna con testata di riferimento il Riformista di Polito.L'opposizione di oggi é da mandate tutta al macero.

Anonimo 09 luglio 2010   08:33

Che Fini come chiunque altro della coalizione possa vedere le cose in modo diverso è legittimo e sacrosanto ed è giusto che all'interno di una coalizione si mettano a confronto i pro ed i contro. Quello che non va in Fini è la platealità con cui mette in rilievo il suo pensiero. Io penso che i panni sporchi vadano lavati in casa; per cui le differenze di pensiero dovrebbero essere discusse in privato e non date pubblicamente in pasto ai giornalisti che giustamente in cerca dello  scoop  sono sempre pronti a cogliere al volo tutto quanto fa notizia magari poi farcendolo a piacere a seconda del colore della testata per la quale lavorano. 

Anonimo 08 luglio 2010   19:14

 Non cadete nel tranello! Non votate le persone ma le idee che essi rappresentano!

 

Che Fini sia o no geloso di Berlusconi non è assolutamente rilevante ai fini politici.

Sono invece rilevanti le motivazioni di dissenso espresse da Fini in merito alla legge sulle interccettazioni, sul Lodo Alfano, sulla Legge Bavaglio, su come viene trattato il Parlamento da parte dell'attuale Governo, ecc. 

 

E' normale che un Partito autenticamente democratico possa avere e di fatto ha posizioni  diverse al proprio interno; posizioni che vanno analizzate e, se compatibili con lo Statuto, votate a maggioranza. Nel caso specifico Fini ha il diritto e il dovere di esprimere su questi temi il proprio pensiero. In sè tale pensiero non è nè migliore nè peggiore di quello di Berlusconi.. ci si confronta...  

 

In un regime democratico non si vota una Persona, si vota una idea!  Votare una Persona che non ammette il minimo dissenso potrebbe equivalere in casi estremi a votare un Dittatore!

 

Stiamo quindi attenti a non dare giudizi con troppa facilità... Berlusconi non è un Dittatore e Fini non è un detrattore ma ambedue continuino a confrontarsi in modo che tutti noi possiamo meglio capire, giudicare e votare di conseguenza...

 

Un Partito senza dissenzi al proprio interno mi sembra un Partito marziano!!!!

 

Beati voi che lo capite!!!

 

Enzo Coniglio

konics000@gmail.com

 

 

 

Anonimo 08 luglio 2010   12:18

 Quaglieriello chi?ah si...quello che su La7 ha detto "per me va bene se Dell'Utri (Senatore della Repubblica) ha Mangano (boss mafioso) come suo personale eroe".

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