Avete notizia di un congresso di partito, ovunque si svolga, a qualsiasi livello sezionale (comunale, provinciale, regionale)? Se ne avete, fatecelo sapere, per favore. Non importa che a organizzarlo sia un partito nazionale. Anzi, se si tratta di piccole formazioni politiche è meglio. E se si fa chiamare movimento, ancora meglio. Abbiamo necessità di sapere se esiste ancora la democrazia in questo paese, se ai cittadini è consentito di partecipare alle scelte.
Le vostre segnalazioni ci servono per un inventario della pratica democratica e per avere consapevolezza – tutti quanti – di come stanno le cose e della tendenza in atto. Le vostre informazioni diventeranno notizia e la notizia avrà il rilievo e lo spazio che l’argomento merita.
I congressi di cui daremo notizia devono avere le seguenti caratteristiche: la partecipazione della maggioranza degli iscritti, due o più liste di candidati, dibattito sulle mozioni, voto segreto degli iscritti sulle candidature dei dirigenti, voto finale, anche palese, sulle mozioni. Se avremo notizia di congressi così organizzati nell'anno in corso li racconteremo con dovizia di particolari. A che scopo? Smentire il nostro pessimismo siderale sulle pratiche democratiche nel nostro paese. Se invece non ci sarà possibile dare conto di congressi che si svolgono secondo regole democratiche,prenderemo coscienza di ciò che sta accadendo.
Probabilmente è poco, ma quel poco sarà già molto: far sapere che i partiti non esistono e che occorre riprenderceli e farli funzionare, è già un risultato.
Qualcuno ricorderà, non a torto, che è stato detto peste e corna dei partiti, li abbiamo additati come i responsabili di tutti i mali italiani. Hanno spadroneggiato, rubato, affollato ogni angolo della nazione con i loro uomini, le abitudini infami, le consuetudini più turpi, e voi ne sentite la nostalgia? Se sono morti, e al loro posto c'è un'altra cosa che di partito ha solo il nome, suoniamo il de profundis e brindiamo a champagne.
Un momento: che ci mettiamo al posto dei partiti di una volta, che davano un’immagine indecente di sé nei congressi a causa dei litigi, ma che votavano i loro dirigenti e le mozioni? Ci mettiamo il Parlamento, è il Parlamento il presidio della democrazia, non i partiti. Giusto, ma il fatto è che sono i partiti a nominare i deputati e i senatori (i parlamentari non sono eletti, sono nominati, è bene non scordarlo). E questo è o no un motivo sufficiente per pretendere partiti che si diano regole democratiche?
L’anno scorso, di questi tempi, l’opposizione parlamentare lamentava - con qualche ragione - che a puntellare il governo Prodi ci fossero i senatori “nominati”, cioè i senatori a vita. Votando con una legge elettorale con liste bloccate, nel nuovo Parlamento i deputati e i senatori sono stati nominati dai partiti, o meglio dai leader. Laddove il leader “governa” il partito a suo piacimento, senza opposizione, e questo partito conquista la maggioranza dei voti alle politiche (vedi il caso di Forza Italia), il numero di senatori e deputati nominati da un solo uomo è così alto da determinare ogni scelta legislativa.
Invece che di sovranità del popolo, si dovrebbe parlare di sovranità di pochi individui. Certo, i cittadini si sono recati alle urne, hanno messo la loro croce sopra una lista, hanno espresso una preferenza verso un partito piuttosto che un altro. Chi ha vinto, non ha rubato niente, e chi ha perso non è stato derubato di nulla. Ma ai cittadini elettori non è stata lasciata la scelta più importante, di decidere i suoi rappresentanti. Il Parlamento ha ricevuto un mandato fiduciario dal leader del partito e non dal popolo.
Se a vincere fosse stato il Pd, le cose non sarebbero diverse. Anche questo, il partito di opposizione, ha nominato i suoi deputati e senatori. Così è accaduto che siano state proposte le candidature di perfetti sconosciuti perché bisognava mandare a Roma i rappresentanti dei leader. Uomini come il senatore Villari, eletto dalla maggioranza come candidato dell’opposizione, alla testa della Commissione di Vigilanza.
Altrove le cose non stanno come in Italia. Negli Usa i cittadini scelgono i candidati dei partito, e così ovunque in Europa e in ogni angolo del mondo laddove esiste un regime democratico. Chi ha seguito il consiglio nazionale di Forza Italia, alcuni giorni or sono, ha potuto rendersi conto che non si vota più. Le platee acclamanti non hanno nulla a che vedere con la democrazia. Non sono nemmeno una finzione della democrazia. Sono ancora peggio, la scimmiottatura dei regimi.
Il fatto che si parli dall’interno di un teatro, con luci ed effetti speciali, invece che da un palco della Porta di Brandeburgo o da un balcone di Piazza Venezia, non cambia niente. No, non stiamo facendo un parallelo fra Benito Mussolini e Berlusconi. Mussolini non avrebbe mai fatto cucù a Hitler, ed è gigionesco, a differenza del Duce. Berlusconi è un democratico convinto, si ritiene offeso dal fato che ci sia qualcuno che dubiti della sua democrazia. E bisogna credergli. Il fatto che giorno dopo giorno mostri la sua insofferenza verso ogni forma di democrazia - il Parlamento che mette “i bastoni fra le ruote”, i magistrati “che vogliono cambiare il responso elettorale”, i giornalisti che “manipolano l'informazione”, gli accademici che “egemonizzano la cultura”, eccetera - lascia tuttavia esterrefatti.
E desta più di una perplessità perché a dire quel che dice è uno che può chiudere un partito e farne un altro senza doverne dare conto ad alcuno. Per questa ragione occorre, più che mai, avere attenzione a ogni forma di democrazia, ovunque essa venga esercitata, e valorizzarne i contenuti. Uno screening “virtuoso” dunque, dedicato a chi non ha messo in soffitta le regole della partecipazione.
Vorremmo provarci, ecco tutto.
E' verissimo ,Direttore, abbiamo tanto criticato i partiti tradizionali. Si sono denunciati mille volte i trucchetti adottati e gli stravolgimenti delle regole pre-dichiarate. La vergogna dei tesseramenti gonfiati (ultimo caso clamoroso ,quello della Margherita che tesserava morti ,anarchici ,parroci e fascisti ignari),le nomine ai parenti ,i congressi taroccati ,gli esiti capovolti a tavolino). Ma soprattutto la distanza dalla gente.
Ed i partiti sono cambiati.
Ma esattamente nella direzione opposta a quella da tutti auspicata. Si sono ancor di più resi impermeabili alla Società e chiusi a riccio di fronte ai cittadini-elettori divenendo impenetrabili Palazzi del Mistero da cui trapele pochissimo.
E poich+ tutti si lamentavano per i Congressi truccati ,hanno storicamente risolto il problema ABOLENDO DEL TUTTO I CONGRESSI ! La Partitocrazia italiana così si è sublimata ,ha toccato il suo acme. Non Segretari ma Padroni e Ras.
I tesseramenti più eclatanti sono stati sempre quelli di Alleanza Nazionale : un partito di colonnelli e di iscritti-fantasma, per la goduria dei segretari provinciali!
E' verissimo ,Direttore, abbiamo tanto criticato i partiti tradizionali. Si sono denunciati mille volte i trucchetti adottati e gli stravolgimenti delle regole pre-dichiarate. La vergogna dei tesseramenti gonfiati (ultimo caso clamoroso ,quello della Margherita che tesserava morti ,anarchici ,parroci e fascisti ignari),le nomine ai parenti ,i congressi taroccati ,gli esiti capovolti a tavolino). Ma soprattutto la distanza dalla gente.
Ed i partiti sono cambiati.
Ma esattamente nella direzione opposta a quella da tutti auspicata. Si sono ancor di più resi impermeabili alla Società e chiusi a riccio di fronte ai cittadini-elettori divenendo impenetrabili Palazzi del Mistero da cui trapele pochissimo.
E poich+ tutti si lamentavano per i Congressi truccati ,hanno storicamente risolto il problema ABOLENDO DEL TUTTO I CONGRESSI ! La Partitocrazia italiana così si è sublimata ,ha toccato il suo acme. Non Segretari ma Padroni e Ras.
Egregio Direttore, i congressi dei partiti, sono sempre stati un bluff per illudere la base. Ora i politici sono più sfrontati, perchè più potenti e quindi sciolgono, impastano, rimpastano, aggiungono, fanno lievitare, frullano, congelano, spalmano, ... E' come se gestissero un privè dove cucinano per se stessi e dove tutto è sempre occupato! Se i cittadini ci proveranno ... ad entrare ... allora dovrà essere un'altra rivoluzione! E non accadrà, perchè ancora deve arrivare "la fame" quella vera.
Leggendo il suo articolo mi ritorna alla mente un tempo lontano in cui ,giovane appassionato della politica, frequentavo assiduemante uno di quei partiti che il tempo ha messo alla gogna perchè pieno di malfattori e arrivisti.
Ricordo che i personaggi , pur di diversa condizione sociale, dialogavano tra loro per individuare innanzitutto coloro che dovevano fare parte delle liste elettorali ricorrendo chi aveva dimostrato di essere affidabile moralmente oltre ad avere la capacita di riportare le idee del partito fuori dal chiuso dei direttivi.
Si discuteva di come affrontare le campagne elettorali, come fare le allenaze per conquistare l'amministrazione del paese ecc.
Certo che oggi non si puo vivere di ricordi ma è altrettanto vero che non si puo sostenere che questa che viviamo è democrazia per che è vero quello che nel suo articolo si legge e sempre più difficile disturbare il manovratore che decide per tutti e ci va ancora bene che si indicono le elezioni farsa.
La ringrazio per l'appello che ha lanciato me ho la vaga senzazione che di conressi all vecchia maniere non ne vedremo più .