Non si sono ancora spenti gli echi della grande mostra “Nuovi Orizzonti in Laguna”, curata da Ivana D’Agostino e promossa dall’Accademia di BB.AA. di Venezia (con il patrocinio della Regione Veneto, della stessa Accademia e della Biennale Teatro) che si accendono i fari su un’altra importante iniziativa. È in corso, infatti, presso il Museo Nazionale di Villa Pisani di Stra (Venezia), fino al 26 settembre 2010, la mostra “Ottocento veneziano, Veneziano contemporaneo”.
La mostra inaugurata il 28 marzo è promossa dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, organizzata da Munus in collaborazione con la Regione Veneto e curata da Myriam Zerbi per la sezione dell’Ottocento e da Costantino D’Orazio per la sezione del Contemporaneo. La rassegna illustra - se mai ce ne fosse bisogno - il ruolo centrale che la città lagunare ha avuto ed ha nel panorama artistico italiano ed europeo.
La mostra si articola in due settori: ”Ottocento veneziano” è ospitata nei corridoi della Villa Pisani mentre gli artisti di “Veneziano contemporaneo” sono presenti in cinque punti diversi del Parco. Nel primo caso siamo in presenza di autori la cui notorietà e importanza artistica non si discute: Francesco Hayez, (certamente il più noto fra tutti), Giuseppe Borsato, Teodoro Mattini, Ludovico Lipparini, Michelangelo Grigoletti, Ippolito Caffi, Pompeo Molmenti, Napoleone Nani, Guglielmo Ciardi, Giacomo Favretto, Ettore Tito, Alessandro Milesi assieme ad altri autori certamente meno noti ma, artisticamente, altrettanto validi che con molta probabilità hanno avuto meno fortuna in vita. Entrambi i plotoni fanno da “specchiera” ad una delle più belle ville del nostro paese, valorizzate sempre più da una cultura locale attenta e oculata. Lo stesso non si può dire della Sicilia e del suo patrimonio artistico e culturale, sempre più spesso in mano ad improvvisati operatori e strane associazioni culturali che sorgono come i funghi e con un background uguale a 0 per scomparire ai primi “calori” primaverili.
La rassegna “Ottocento veneziano, veneziano Contemporaneo” presenta una serie di dipinti che vanno dalle scene agresti di Guglielmo e Beppe Ciardi a uno straordinario lavoro di Napoleone Nani “La Sorpresa” del 1891 (anticipatore in questo caso di una pittura molto cara, circa un secolo dopo, a Gregorio Sciltian). In ogni caso tutta la rassegna è una “piacevole sorpresa”. Ma Venezia sorprende ancora oggi perché - dopo la mostra “I classici del contemporaneo” curata, come nel caso di Veneziano Contemporaneo, da Costantino D’Orazio e che vide dieci artisti di livello internazionale (da Jannis Kounellis a Richard Long da Mimmo Paladino a Michelangelo Pistoletto) nei diversi ambiti del parco di Villa Pisani realizzare le proprie opere nel corso del 2009 - proseguendo verso un criterio analogo ad allora, quest’anno sono stati invitati cinque giovani autori a mettersi alla prova con il non comune “panorama” del parco della prestigiosa Villa che fu dei nobili Pisani, oggi Museo Nazionale. Certamente è un approdo quanto mai importante (che dovrebbe far riflettere circa le scelte di Charles Saatchi sugli autori da collezionare, visto che tra i suoi trenta preferiti non vi sono italiani).
Ma non è questo l’oggetto della nostra considerazione. Ciò che ci preme è sottolineare come i cinque giovani autori: Elisabetta Di Maggio, Giorgio Andreotta Calò, Margherita Morgantin, Arcangelo Sassolino e Alberto Tadiello a cui sono state affidate alcune parti di rilievo del parco hanno realizzato le loro opere. Elisabetta Di Maggio, che ha partecipato alla Quadriennale nel 2008 ed è invitata alla prossima mostra internazionale dell’Hangar Bicocca di Milano, ha trasformato “la Coffee House in una serra per piante sospese nel tempo”; Giorgio Andreotta Calò, da poco conclusa la mostra personale alla Galleria Civica di Trento, ha evocato “l'antica funzione della ghiacciaia nel bosco della Villa attraverso una suggestiva installazione che gioca con la trasparenza”; Margherita Morgantin, che ha esposto alla Fondazione Quetini Stampalia e ha partecipato all’ultima Quadriennale, ha inserito “un segno nel labirinto della Villa per creare un gesto emozionale attraverso il soffio del vento”; Arcangelo Sassolino, protagonista di una mostra personale al Palais de Tokyo di Parigi, ha realizzato “una scultura dedicata ai rumori più tipici di Venezia, sfruttando la tensione e la resistenza dei materiali”; Alberto Tadiello, vincitore dell’ultima edizione del Premio Furla e attualmente impegnato al Museo Mambo di Bologna, ha operato “nella serra tropicale di Villa Pisani attraverso un lavoro sonoro, arricchendo l’atmosfera straniante dell’ambiente”.
Sia la mostra “Ottocento Veneziano che Veneziano contemporaneo sono visitabili dal pubblico dalle 9.00 alle 20.00 fino al 26 settembre 2010, chiuso il lunedì. La mostra è gratuita per i cittadini UE fino a 18 anni e oltre i 65, per gli altri intero 10.00 € ridotto € 7,5.