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Cronaca • Cronache italiane

Uccide 2 donne e fugge:
l'omicida di Loreto si è consegnato

28 luglio 2010 18:24
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 Non accettava di essere stato lasciato dalla fidanzata, e questo pomeriggio, armato di una pistola, ha fatto irruzione nella villetta della famiglia di lei, l'ha ferita alle gambe e al torace, ed ha ammazzato la madre e la sorella. Poi è scappato in bicicletta, andandosi a consegnare tre ore e mezzo dopo ai carabinieri. L'ennesima tragedia scatenata da un uomo abbandonato ha per teatro una frazione di Loreto, Grotte, al confine con Porto Recanati, e un nucleo affettivo

di immigrati dalla Sicilia.

 

Le vittime sono Rita Pulvirenti, 54 anni, e la figlia Silvana Mannino, di 30, freddate con una Beretta cal. 7,65. La vera vittima designata però, che si è salvata per caso, era Vincenza Benilda Mannino, 28 anni, l'ex compagna di Claudio Alberto Sopranzi, 51 anni, nato in Argentina e vissuto a lungo in Sicilia, a Catania e Carlentini, guardiano del camping 'Numana Blu' di Numana, incensurato. Sopranzi e Vincenza Mannino avevano avuto una relazione tormentata, costellata da litigi e minacce, tanto che nella casa a schiera di via De Gasperi 26 erano intervenuti in passato i carabinieri di Porto Recanati. I vicini li avevano spesso sentiti gridare, e qualcuno si era spinto a ipotizzare "quei due prima o poi si ammazzano".

 

Ad un certo punto Vincenza, casalinga come la madre e la sorella, ha deciso di troncare il rapporto. Ma il guardiano non voleva saperne, pretendeva di riaverla a tutti i costi, forse riteneva i Mannino responsabili dell'allontanamento, e ha deciso di 'farsi giustizia' da solo. In via De Gasperi era andato anche ieri sera, per l'ennesimo chiarimento finito a grida e insulti. Oggi, verso le 15:30, si é presentato alla porta con in tasca la Beretta (regolarmente detenuta, insieme ad altri armi). Senza quasi parlare, si è messo a sparare all'impazzata: Rita Pulvirenti è stata raggiunta da almeno cinque colpi, ed è stramazzata nell'ingresso. Silvana, è stata trovata agonizzante in camera da letto, ed è spirata poco dopo. Vincenza è caduta vicino al portone d'ingresso. Operata ad Ancona, non corre pericolo di vita, ed è sempre rimasta cosciente. Fuori, a pochi metri di distanza, c'erano Gaetano, 14 anni, e Salvatore, un anno e mezzo, i due figli che Silvana Mannino aveva avuto dal marito separato, rimasto in Sicilia.

 

Hanno sentito tutto, e il più piccolo è stato portato via da una vicina, mentre altri davano l'allarme al 112. Sopranzi intanto inforcava la sua mountain bike gialla e nera e scappava. Ha vagato per le campagne, dopo essersi disfatto del cellulare, chiamando con una scheda 'pulita' persone a lui vicine, già contattate dai carabinieri perché lo convincessero a costituirsi. Cosa che ha fatto verso le 19, presso la stazione di Numana, dove ad interrogarlo è andata il pm Valeria Sottosanti. "Ho perso la testa, non so neppure io cosa ho fatto", le sue prime parole. Omicidio premeditato plurimo l'imputazione che si profila a suo carico. Sconvolta la città della Santa Casa di Nazareth, e anche una bambina che giocava nel cortile: sentendo gli spari si è nascosta d'istinto, anche se inizialmente l'avevano data per ferita. Imponente la caccia all'uomo dei carabinieri di Ancona, Osimo, Numana, e della Squadra mobile di Ancona. Sopranzi ha capito presto che non sarebbe andato lontano.

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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